lunedì 2 settembre 2019
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Agosto nell'orto di Elle e Alli: riassunto di fine mese.

E anche agosto è finito. Settembre ci ha già deliziati con un assaggio della sua determinazione: ieri un caldo estivo come non sie era mai visto, oggi un tale temporale che è saltato pure internet. Ma adesso sono qua, a tirare le somme di questo agosto nell'orto di Elle e Alli, mese anomalo, se vogliamo. Parto come sempre dai buoni propositi che, come sempre, scrivo a casaccio.



Programmi di agosto.


I programmi per agosto non tenevano conto di una cosa importante che avevo fatto a luglio: avevo raccolto tutte le nostre erbe aromatiche. Pertanto non avevo messo in conto che avrei passato pomeriggi interi a mettere via le erbe secche, cioè a staccare foglie e fiori dai rami, fino a non poter più smettere di starnutire. Credo che nemmeno questo inverno mi ammalerò!
Fra le cose che volevamo fare c'erano:
  • montare la compostiera e rivoltare il compost: è sempre lì, la seconda compostiera, incellofanata e in attesa;
  • trapiantare i radicchi sopravvissuti e i cavoli e le calendule e altri fiori: abbiamo trapiantato i radicchi, i cavoli cappucci e i peperoni/peperoncini;
  • seminare i broccoli e i cavoli neri: abbiamo seminato i cavoli neri;
  • seminare lattughe, spinaci e radicchi: abbiamo seminato le lattughe e gli spinaci;
  • piantare come si deve i bastoni: ci ho provato con due e ho peggiorato la situazione;
  • ridimensionare il programma di coltivazione perché trenta ortaggi sono davvero troppi, forse è arrivato il momento di concentrarci su pochi ma buoni e prolifici: fatto.

Semine di agosto.


Ad agosto avevo in programma seconde e terze semine, e tutte di ortaggi che dopo essere stati seminati una prima o seconda volta, erano nati, cresciuti e morti a luglio. Ora naturalmente siamo in ritardo con i cavoli, siamo tornati alle solite, quando seminavamo in ritardo e finivamo per comprare le piantine. Ma visto che i cavoli neri li abbiamo davvero appena seminati, non è il caso di essere così negativi: aspettiamo e vediamo.

Gli spinaci li avevo seminati in piena estate, senza nemmeno guardare la bustina dei semi (cosa che non smetto mai di ripetere, tra l'altro) che consigliava, per questa varietà di spianaci, la semina prima e dopo luglio... Ecco perché a pochi giorni dalla nascita erano già fioriti (poi sono morti di caldo anche loro). Per gli spinaci e per le lattughe nutriamo maggiori speranze, ma vedremo.

Abbiamo deciso di non seminare i broccoli, perché li abbiamo esclusi dal programma; mentre i radicchi non sono morti, perciò non serve più seminarne altri.

Visto che ci erano morti i fagiolini, e che l'aiuola avrebbe dovuto ospitare le verze, ortaggio esigente, abbiamo seminato nuovamente i fagiolini, che stanno crescendo proprio bene.

Abbiamo interrato un pezzo di curcuma germogliata (non abbiamo idea di come si coltivi) e tre di zenzero (ci riproviamo ogni tre per due).

Intanto sopravvive una talea di lavanda che ho fatto quando l'ho raccolta.

Travasi e trapianti di agosto.


I trapianti di agosto si sono limitati ai radicchi e ai cavoli... ma non i cavoli che avevamo in programma di trapiantare. Infatti le verze sono morte nei vasetti, perciò si è liberato un posto in campo (l'aiuola a cui erano destinate). Contemporaneamente vedevamo soffrire i cavoli cappucci che, esclusi dal programma perché non avevamo posto in campo (un piccolo errore di calcolo fatto a inizio anno), avevamo deciso di coltivare in vaso. Sarà stato il vaso troppo piccolo e l'impossibilità di rincalzare le piantine, a me sembravano sofferenti. Senza pensarci due volte li abbiamo messi in campo al posto delle verze e assieme ai fagiolini, li abbiamo protetti con una rete e, visto che non bastava a tenere lontani bruchi e lumachine, li abbiamo spruzzati con sapone di Marsiglia (misto ad acqua e a poche gocce di olio essenziale dell'albero del tè). Siccome ha piovuto dovremo ripetere l'operazione.

Non tutti i peperoni/peperoncini sono morti, perciò li abbiamo travasati in singoli vasi, dove fingono di voler fiorire. Non ci aspettiamo molto, ma almeno vederli vivi è positivo. Chissà se riusciremo a scoprire prima dell'inverno se sono peperoni o peperoncini?

Abbiamo travasato anche gli unici tre cavoli neri sopravvissuti, una decina di calendule, un finocchio scampato a questa strana estate.

Raccolti di agosto.


Finalmente siamo autosufficienti per quanto riguarda pomodori, melanzane e le solite zucchine, basilico, rucola e portulaca. Anche qualche ciuffetto di artemisia e fiori di borragine. I cetrioli invece sono morti stecchiti. Abbiamo raccolto l'unico melone che era nato, piccolino e insapore. Non sapevo nemmeno se valesse la pena conservare i suoi semi, poi mi sono ricordata che l'abbiamo tolto dai programmi.

Altri lavori nell'orto, nel giardino o nel frutteto.

Alli ha proseguito i lavori con la siepe e gli alberi. Per la precisione tagliare due grossi tronchi spezzati dal vento o da un fulmine: un ulivo e il cedro libanese hanno sofferto per il maltempo più di tutti gli altri. Ha anche tosato l'erba del prato così abbiamo potuto rinnovare la pacciamatura in tutto l'orto. Dentro l'orto invece l'erba era così alta che l'ho tagliata a mano con le forbici: ho liberato le due aiuole di pomodori (e così abbiamo scoperto che abbiamo anche molti cuore di bue, solo che erano nascosti) e la nuova siepe di allori malaticci, anche loro nascosti dall'erba alta, si può dire.

Altro lavoro urgente è stato cimare le zucche... una pianta è morta ma ne abbiamo tre decisamente tappezzanti. Una volta cimate le piante i fiori si sono raddrizzati e spuntavano fra le foglie come tante talpe dalle tane. Abbiamo due belle zucche verde acqua (credo che diventeranno verde scuro).

Il maltempo ha fatto cadere anche due o tre melagrane e una mela. Ci resta una melagrana soltanto, ma è il primo hanno che il nostro alberello dà frutto, quindi siamo ugualmente emozionati. Le mele sono un po' di più, e speriamo che sia il primo anno che non rimangono mignon.
Finalmente ho pulito dietro il baule degli attrezzi e dentro il semenzaio!

Programmi per il mese prossimo.


A settembre andremo in ferie, quindi a parte innaffiare regolarmente e raccogliere tutto il possibile prima di partire, non abbiamo altri programmi. Le semine per quest'anno sono finite e per l'anno prossimo abbiamo ridotto gli ortaggi desiderati, perché ci siamo resi conto che con così troppe varietà (anche nel singolo ortaggio) non riusciamo a starci dietro: non è come andare dal fruttivendolo, vedere cinquanta ortaggi che ci piacciono e fare la lista di tutti quelli che vorremmo comprare - poi non li compriamo e pazienza. Coltivare significa andare oltre il primo passo, lavorarci, seminare e poi tenere d'occhio le piantine, trovare posto nell'orto per trapiantarle, starci dietro un minimo, e se ci sono troppe varietà di cui ricordarsi le esigenze eccetera... insomma, hai capito, avevamo fatto il passo più lungo della gamba, a quaranta ortaggi ci si arriva col tempo.

Perciò abbiamo eliminato:
arachidi, perché ne vengono così pochi che non ha proprio senso;
carote, perché ne mangiamo troppe e ne nascono poche;
cavolo cappuccio, perché fra tutti i cavoli è quello che rende meno;
broccolo, perché ha perso contro la verza, non per altro;
finocchi, perché non sono facili da coltivare in questa zona;
luffa, quest'anno è morta, ci riserviamo di cambiare idea, ma dobbiamo trovarle un posto migliore;
meloni, perché non è zona di meloni, checché ne dica Alli, finora quelli coltivati da noi erano piccoli e insapori, non valevano tutta la fatica di coltivare le piantine;
peperoni, perché sono lenti e difficili;
pomodori cuore di bue, perché una varietà basta, e i camone ci vengono così buoni che abbiamo scelto loro;
ravanelli, perché in fondo non ne mangiamo così tanti (e poi non ci vengono mai bene);
zucche, perché occupano troppo spazio, ci siamo tolti lo sfizio quest'anno, ma abbiamo anche sacrificato tre aiuole (nel senso che le zucche le hanno invase) e messo in pericolo la siepe di alloro, la melissa e il timo limone.

Agenda-diario dell'orto 2019.


Oramai siamo alla fine dell'anno, non ci sono così tante cose da scrivere sull'agenda, e visti gli esiti del questionario di giugno-luglio, non farò un'agenda per il 2020. Continuerò a mandare quella del 2019 fino a dicembre. Io intanto ho compilato una pagina con i semi che ci servono per l'anno prossimo, perché entro la fine dell'anno li compreremo online*: non vogliamo rischiare di non trovarli più, come altre volte ci è capitato!

4 commenti:

  1. Confermo tutto, confermo tutto ... sugli spinaci mi ero perso, ma ho chiesto a Elle in diretta: ma sono stati seminati?
    - Sì, mi ha detto, in vasetti ... devono ancora nascere.
    - Speriamo, mi piace molto prendere nell'orto delle foglioline e mangiarli poi con i ceci ... speriamo bene!

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    1. Sarebbe anche la prima volta che li coltiviamo da seme con successo!

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  2. Quando ero piccola i miei avevano un orto abbastanza grande, mi ricordo che passavo intere giornate d'estate a sgranare fagioli e piselli. I piselli crudi mi piacciono ancora adesso, i fagioli invece li ho sempre odiati.
    Avevamo anche diverse piante di lupini e dei bellissimi girasoli.
    Mia zia aveva una pezzettino di orto sempre in ombra e riusciva a far crescere le fragoline di bosco (ma non è mai riuscita a raccoglierle perché arrivavamo prima noi). E niente, questo post mi ha ricordato le estati della mia infanzia, non so se si era capito :)
    Ora che andate in ferie come fate? Ma soprattutto, dove andate?

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    1. I girasoli li vogliamo anche noi! E anche qualche frutto di bosco (mirtilli, per esempio). Li abbiamo già aggiunti ai nostri programmi, saranno un bel contorno di orto :)
      Anche io da piccola sgranavo piselli. Capisco i tuoi ricordi d'infanzia, quando ho iniziato a fare l'orto, dalle mie mani uscivano gesti che non ricordavo di aver imparato, nemmeno di aver mai fatto! Ma da piccola li avevo osservati per tanto tempo. Mio padre era agricoltore e anche se succedeva raramente, mi è capitato di sgranare piselli e fave, di preparare gli spaghi per legare i mazzi di finocchi, di togliere erbacce e, credo, anche di diradare! Ma sono ricordi molto vaghi, diciamo che sono più forti i profumi: quando li sento so di averli sentiti proprio durante l'infanzia, soprattutto quelli di finocchi e pomodori.
      Viva i ricordi d'infanzia, quelli belli!
      Ora che andiamo in ferie ha iniziato a piovere: raccoglieremo il più possibile prima di partire, ma non avremo bisogno di innaffiare, l'orto sta prendendo abbastanza acqua in questi giorni. Andremo in Sardegna dai miei, dove da domenica prossima dovrebbe tornare il sole estivo che ci aspettiamo, in tempo per il nostro arrivo. Staremo a vedere ;)

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