martedì 23 luglio 2019
ultimo aggiornamento:

Nell’orto con Centolanza e gli Splendidi.

Il giorno, poi la notte di Centolanza e gli Splendidi

Centolanza e gli Splendidi hanno fatto un disco splendido, mi si passi la battuta. Per questo abbiamo voluto ospitarli in palude. Non sappiamo se ci saranno tutti, questa sera nell’orto, di sicuro ci sarà Alessandro Centolanza, musicante al disco d’esordio candidato al Tenco 2019, Il giorno, poi la notte. Un esordio maturo, avvenuto dopo i trent’anni, dopo una gavetta fatta di suoni e parole in giro per il mondo. Prima di fare questo disco Centolanza ha vissuto negli Stati Uniti, suonando in un luogo mitico per la musica come New Orleans. Tornato in Italia si è deciso a raccogliere le canzoni per dare vita al suo primo vero album.

Il giorno, poi la notte, dato alle stampe a fine 2018 con la pregevole Squi[libri], con una bella introduzione del grande Alessio Lega, è, semplicemente, lo svolgersi di una giornata qualunque, tra pensieri, prese di posizione, sogni, sarcasmo sul mondo e i suoi piccoli desideri. Cantautorato classicissimo, tra swing e ballate, jazz, rock-blues, un moderno Paolo Conte (volendo scomodare uno dei nostri più grandi nomi) di Lombardia. Sì, Alessandro viene dalla provincia lombarda, vive nella campagna a due passi da Vigevano, tra galline, campi, vigne, dalle quali si stacca malvolentieri per andare a suonare in giro. Forse preferirebbe starsene a scrivere canzoni, da portare poi in giro per poi ritornare a casa. È tutto un ciclo. Sentendo, anche in questo, una vicinanza a noi, l’abbiamo voluto fortemente nel nostro orto.



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ps. segui Centolanza e gli Splendidi su facebook e ascolta il disco qui.

96 commenti:

  1. Ci dovrebbe essere anche Alessandro.

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  2. Ciao, sono Alessandro Centolanza, sono arrivato!

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  3. Benvenuto nell'orto Alessandro.

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  4. Eccoti! Benvenuto nell'orto :)

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  5. Vedo che hai capito al volo come ci si muove nell'orto virutale di Elle e Alli.

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  6. grazie, anche se è proprio una novità per me!

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  7. Capisco, capisco ... alla fine vedrai che potrai insegnare a chattare a chiunque :)

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  8. Forse siamo noi antichi ahahaha!

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  9. Siamo lenti, ultimamente sì ...

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  10. Ma se iniziamo con le domande forse prendiamo il ritmo ... magari quello del disco che stiamo ascoltado ora.

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  11. Partiamo.
    Ah, non chiedevi a me ;)

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  12. Come è nato Il giorno, poi la notte?

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  13. “Il giorno, poi la notte” nasce dall'idea di fermare su disco quello che già da diverso tempo andavo cercando nei concerti dal vivo, ovvero un contenitore apparentemente semplice (l'imput temporale giorno-notte) da poter riempire di umori, vicende e contraddizioni molto lontane tra loro.
    Inoltre nel mio percorso da cantautore, cominciato nel 2013, non avevo ancora inciso in maniera professionale un disco, quindi anche questa è stata un'esigenza importante che mi ha portato in studio.

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    1. Hai fatto proprio bene a dare ascolto a questa esigenza.

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  14. Perché questo titolo? … da dove è nato?

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  15. Nasce sempre dallo stesso motivo menzionato sopra: il giorno e la notte mi sono apparsi fin da subito il terreno ideale dove srotolare la fantasia, così da dare anche ai pensieri o alle canzoni più astratte quello che reputo il miglior terreno possibile per il mio pensiero, cioè la realtà concreta che viviamo e che ci circonda, la nostra quotidianità.

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    1. Semplice e diretto ... una cosa naturale. Come un orto :)

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    2. eh eh...tra l'altro ho appena letto la vostra presentazione per stasera...mi è piaciuta molto!

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    3. Grazie, merito anche della vostra (tua e di Alessio Lega) nel libretto del disco.

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  16. Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

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    1. Sicuramente il fatto che abbiamo registrato il disco a più riprese in Liguria, da Gennaio a Marzo, presso il “tabasco”, studio di registrazione che ha sede a Sori e che è gestito tra gli altri da Filippo Cuomo Ulloa che è il nostro pianista, chitarrista, corista. Non contento è anche un ottimo fonico e addetto alla registrazione. Ha seguito l'intero lavoro dalla registrazione, al missaggio al masterizzaggio e senza di lui questo disco probabilmente non esisterebbe.
      Durante queste “gite” in Liguria c'era per noi milanesi sempre un'aria di vacanza, le sessioni di registrazione erano cadenzate da grandi mangiate in trattoria durante la pausa pranzo e passeggiate sul mare durante la sera... Condizioni sicuramente ideali, dato che il lavoro in studio di per se è molto pesante e stressante.

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    2. Bellissima questa esperienza ... mare e grandi mangiate, sono tra le due mie cose preferite.

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    3. Tra l'altro sono qui a Bogliasco proprio adesso, a due passi da Sori...

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    4. assolutamente si

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    5. Adesso ci sentiamo un po' in vacanza anche noi.
      Anzi, ci mangiamo un gelato seduta stante per completare la suggestione.

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  17. Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

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    1. Credo proprio che il "fosse" lo dovrò togliere :)

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    2. Togliamolo il fosse!
      Probabilmente l'unico rammarico al riguardo è che non ho avuto il coraggio di fare alcune scelte più drastiche rispetto la scelta dei brani del disco. Forse avrei azzardato qualcosa in più nella rappresentazione giorno-notte. La scelta di non farlo deriva dal fatto che era la prima volta che un'etichetta prendeva in carico il nostro progetto, così dopo un confronto con loro e con diversi amici e colleghi ho pensato ad una scelta meno estrema dei brani, escludendo quelli più sperimentali o dal contenuto più forte. Tutto ciò nell'idea di rendere meno ostico l'ascolto del disco soprattutto per chi non conosce il nostro progetto.

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    3. Sto ascoltando proprio adesso Vorrei essere un terrone, forse il brano più forte, meno classico, e non a caso messo alla fine.

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    4. ... quindi, posso capire cosa intendi.

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    5. se ascoltiate bene c'è anche una traccia fantasma dopo il Terrone, il cui titolo è "il giorno, poi la notte". Ancora più inattuale!

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    6. Aspettiamo un altro album con i brani più sperimentali, allora ;)

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    7. ... esatto, anche quella, che non avevo capito avesse un altro titolo (e se si ascolta su spotify non ci si rende conto, perché la mette come fosse la coda dell'ultima).

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    8. Esatto era riferito al discorso "se ascoltiate bene c'è anche una traccia fantasma dopo il Terrone, il cui titolo è "il giorno, poi la notte". Ancora più inattuale!"
      ... ma anche al suggerimento di Elle: il prossimo disco, potrai, probabilmente, osare ancora di più.
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  18. ... e co questo arriviamo alle canzoni, il momento più atteso per qualcuno.

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  19. C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero dell’intero album? … che ti piace di più fare live?

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  20. I brani preferiti cambiano con il tempo...Ad ognuno sono legato da un affetto che riconduce a motivi e sentimenti diversi.
    Ci sono brani che mi provocano un sentimento quasi di tenerezza, magari perchè sono stati scritti diversi anni fa (Giornata infernale, Casalinga di Voghera, L'amore tragico), altri ancora a cui non mi sono ancora abituato o che addirittura mi interrogo su quali siano le ispirazioni che mi abbiano portato alla loro composizione (Vorrei esssere terrone, Aiuto aiuto, Un altro addio)
    Ad ogni modo ho -al presente- un buon rapporto, ora di amore, ora di amicizia, ora di vergogna, ora di curiosità, con ogni canzone di questo disco.

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    1. ahahah capita anche a noi quando scriviamo!

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  21. Al primo posto Vorrei essere terrone, di cui a breve metterò il video in questo post, perché ho trovato il live su youtube, se Alessandro è d'accordo ;) Da terrona fuggita alla tradizione trovo interessante vederla dal punto di vista di chi invece ci invidia questi legami, queste radici per cui lottare. Mi piacciono anche Un altro addio, Giornata infernale e Se io fossi millionario, senza nulla togliere a quelle che non ho nominato.

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    1. Ah, ah, ah, bellissima scelta, bellissima motivazione ...

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    2. https://www.youtube.com/watch?v=AC44_52sxh0&list=PLChcs2CB_EW0bttn0SH6WNNqJ1hNIWE5H&index=8&t=0s

      Questo è un altro link dove sulla traccia del disco ho fatto un'esperimento di montaggio con delle riprese fatte in una cascina in cui ho vissuto in provincia di Pavia.

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    3. Le motivazioni riguardo il fascino verso il "terrone" è ovviamente molto romantico...ma chissà quanto in realtà. Ho il papà pugliese e la mamma ligure...
      Ma sono cresciuto nella periferia milanese, dove davvero si è davvero figli del cemento.

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    4. Tipo Jannacci, tipo Abatantuono :)

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  22. La più è per me bella è Se io fossi un milionario ... il pezzo più politico: tutti si lamentano della mancanza dei soldi, ma non hanno un progetto, e lui, con un testo eco-poetico-pacifista-immaginifico dice cose farebbe ... voce/pianoforte/fiati e tantissime buone idee ...per me un classico già al primo ascolto. Un progetto utopista ludico e culturale molto concreto (con l'arte si mangia), quello che veramente ci serve, perché sono le utopie che ci hanno sempre portato avanti.

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    1. Non posso che confermare il tuo pensiero.
      E' buffo: la prima stesura di Milionario l'ho scritta in macchina andando da Vigevano ad una serata a Milano. Su un taccuino, senza strumenti, ero troppo preso da questa cosa! La maggioranza della gente reclama sempre la mancanza di soldi, ma per far che in buona sostanza?

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  23. Poi sicuramente, a pari merito, Vorrei essere un terrone, pezzo molto forte, fin dal titolo, voce/ritmo/piano ... forte nel testo ecologista, nella musica, con un piano quasi inquietante ... nel dire qualcosa di forte, dirlo in modo diretto e senza giri di parole. Anche qui, sento un discorso sull'arte (forse la musica napoletana, ma non solo) ....e anche la traccia che lo segue, la ghost-track, come si dice in gergo, è fortissima.

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    1. Grande seguace di Roberto Murolo in passato

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    2. Infatti a me piace anche perché è una canzone lunga, ben 11:06 minuti! Quindi c'è una ghost-track? Uauu...

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  24. Ma poi anche Aiuto, aiuto e Sono qui seduto, Giornata infernale, che sembrano dei classici già al primo ascolto ... si pensa a Jannacci, Conte, Capossela, ma poi, piano piano si capisce che è semplicemente Centolanza, un nome nuovo da ascoltare.

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    1. Magari fosse così! Purtroppo quasi sempre invece la comparazione con i grandi maestri viene fatta con un'accezione non proprio positiva...
      Su questo non ho dubbi: tutto ciò che si ascolta si butta fuori, soprattutto se ciò che si è ascoltato ci ha investito come un'onda.

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  25. Il giorno, poi la notte è una pregiata produzione squi[libri]. Come mai con loro? Come vi siete incontrati e come avete lavorato insieme?

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  26. Penso che la Squilibri sia stata molto coraggiosa a prendere in carico il nostro progetto.
    Innanzitutto perchè è evidente già ad un primo ascolto quanto la nostra musica non abbia nessuna di quelle caratteristiche “furbe” di cui il mercato cantautorale italiano è costellato oggi. Non c'è nessuna volontà di compiacere l'ascoltatore, né di stupirlo con effetti speciali, o peggio, luoghi comuni...E credo che Domenico Ferraro (Squilibri) questo l'abbia capito immediatamente, definendomi lui stesso “un'anomalia”. Per questo stimo particolarmente la sua scelta, soprattutto non essendo una major. Investire su qualcosa in cui si crede al di la dei fini commerciali e di guadagno è una rarità assoluta oramai.
    Lavorare insieme è stato positivo. Mimmo ha un punto di vista con cui confrontarsi sulla musica molto interessante e stimolante, infine chiarificatore. A tratti è stato difficile, soprattutto per la questione geografica (io a Milano, lui a Roma).
    Ma sulle scelte importanti e sulla direzione geneale del disco siamo sempre stati molto in sintonia.
    Sono soddisfatto del lavoro fatto dalla Squlibri, soprattutto riguardo al Premio Tenco, dove siamo entrati nella cinquina dei finalisti come “opera prima”.

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    1. Bello questo discorso culturale, e questa vicinanza di idee nonostante le distanze geografiche (oggi molto meno limitanti, ovvio).

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    2. ... e sul "Tenco" come giurato, mi astengo, ovviamente, anche se i giochi sono fatti, ma credo sia stata una bella soddisfazione.

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    3. La cinquina di finalisti non è poco, direi! Complimenti.

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  27. Come presenti dal vivo questo album?

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  28. “Il giorno, poi la notte”, che è anche il titolo del nostro spettacolo dal vivo, è un concerto diviso in tre atti che vanno a scandire tre momenti topici di una qualunque giornata: mattina, pomeriggio e notte.
    Il divenire del giorno svela man mano all'ascoltatore contraddizioni, illusioni, disagi, amori e rabbia: dall'alba al tramonto tutto quello che può essere vissuto da un uomo in una vita intera, in bilico tra divertito pessimismo e voglia di ridere.
    Lo spettacolo parte dal mattino, una situazione più jazzata, dove i testi si alleggeriscono grazie a ritmi e melodie swing.
    Nel pomeriggio le sonorità diventano più taglienti, acide ed elettriche, a dar libero sfogo alla Rabbia, quella vera, quella sana, quella che non si vergogna di gridare l'evidente malora che ci colpisce tutti.
    Infine notturni, il pianoforte. Oscurità e intimità accompagnano lo spettatore verso la fine del giorno.
    Lo spettacolo è un racconto a cuore aperto, la cui urgenza comunicativa prende forme e umori differenti: falsi monologhi, sproloqui veri, colpi di scena e cambi d'abito.
    Come mi piace definirlo: “uno spettacolo unico, nel bene e nel male”.

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    1. Qui di seguito due link per vedere concretamente i cosa si tratta:
      “TUTTO MI DISTURBA”
      https://www.youtube.com/watch?
      "MI SONO INNAMORATO (di A.Winehouse)
      v=f2y8b9jd4nw&list=PLChcs2CB_EW0bttn0SH6WNNqJ1hNIWE5H&index=2&t=0s
      https://www.youtube.com/watch?v=AlrF10UnMsw&list=PLChcs2CB_EW0bttn0SH6WNNqJ1hNIWE5H&index=3&t=0s

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    2. Bella definizione, penso che ci piacerebbe ... anzi, ne sono sicuro.

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  29. .... e allora, visto che sono le 23, siamo nella notte, arriviamo all'ultima domanda.

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    1. vai..Anche perchè purtroppo il bar in cui sono sta per chiudere!
      Nella casa in cui sono non ho internet ahahah

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  30. Altro da dichiarare? Sul disco, sull’orto … il tuo rapporto con l’orto? Il rapporto dell’orto con questo disco? Con la natura in generale?

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  31. Il rapporto con l'orto è ottimo, a parte quest'anno che sono stato in ballo con un trasloco...
    Ma da circa cinque anni vivo fuori Milano, nelle campagne pavesi, così che ho avuto per diversi anni l'orto, nonché le galline e due oche.
    La scelta di vivere fuori Milano nasce proprio anche in funzione della “natura”. Certo la nostra pianura e le nostre campagne non sono proprio quello che comunemente chiamiamo un paradiso terrestre, ma a differenza di Milano offre ancora spazi e possibilità impensabili per chi vive in città.
    A partire dal Ticino, risorsa incredibile da queste parti.
    In più per me che faccio un lavoro dove sono perennemente immerso nella folla e nella festa è indispensabile vivere fuori dalla città, solo così riesco a ritrovare le energie per lavorare, per studiare e, in buona sostanza, per vivere.

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    1. Capiamo perfettamente tutto il discorso, in particolare "la nostra pianura e le nostre campagne non sono proprio quello che comunemente chiamiamo un paradiso terrestre, ma a differenza" ... è così anche da noi.

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    2. Una piccola fattoria, che bello.
      Sicuramente un buon ritiro di pace, dopo i bagni di folla ;)

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  32. Risposte
    1. Quest'anno l'ho imbastito con papà, che anche lui vive in campagna. Ma solo durante la parte della vangatura. Questa estate sono stato veramente molto preso con le trasferte per via della musica e in più ho affrontato un trasloco.

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  33. Direi che questa sera abbiamo detto molto ... non tutto, ma molto.
    Mi sembra un'intervista molto soddisfacente.

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  34. Se non hai altro da aggiungere ... possiamo consentire al bar di chiudere i battenti :)

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  35. Mentre il bar chiude facciamoci un giro di bevute. Alla musica, alla natura, alle passioni. Salute!

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  36. Salute e a tutti noi, e a chi ci ha seguito letto/leggerà questa intervista.

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  37. Grazie Alessandro, alla prossima!

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  38. A voi, davvero una bella serata, grazie!

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