lunedì 15 luglio 2019
ultimo aggiornamento:

Innaffiare l'orto biologico (sempre se non piove).

innaffiare l'orto con l'innaffiatoio
Mi sento un po' strana a scrivere di innaffiare proprio in questi giorni in cui è tornata la pioggia e le temperature si sono abbassate, ma forse non è così in tutta Italia, forse da te l'estate c'è ancora, e naturalmente anche qui da noi tornerà (Alli non ci crede, ma io ne sono certa: tornerà e durerà ben 24 ore).
Innaffiare è, comunque, il grande tema dell'estate, che sia a luglio o a ottobre non importa: se le temperature si alzano anche l'orto biologico avverte la sete, e spetta a te soddisfarla.


Quando serve innaffiare l'orto.


La prima domanda è se serve o no innaffiare l'orto, e di solito te la fai quando l'orto ce l'hai davanti, lo guardi e ti chiedi: dovrò innaffiare? Il più delle volte la domanda è dettata dall'immagine di piante afflosciate che ti si presenta a mezzogiorno o in altre ore calde del giorno, ma sappi che afflosciarsi è il metodo che usano molte piante per proteggersi appunto dal caldo. Per aiutarle a proteggersi puoi usare la pacciamatura (anzi devi), perché questa mantiene il terreno umido più a lungo dopo che hai innaffiato e ripara dai raggi del sole diretti le radici, che sono quelle che devono restare vive. Se le foglie si seccano, infatti, ma le radici sono ancora vive, c'è la possibilità che la pianta ricresca anche dopo essere bruciata al sole. Ma non parliamo di cose tristi.
Se le piante risultano flosce anche la sera, quando il sole è andato via e c'è un po' meno caldo, allora sì, devi innaffiare.

Se la pianta non è afflosciata, però, non significa che non abbia sete, perché potrebbe avere delle riserve, ma è meglio innaffiare prima che queste finiscano. Per aiutarle a rimpinguare le sue riserve puoi aggiungere compost alla terra che normalmente usi (anzi devi), perché questo ha un grado di umidità e una consistenza ideali per la crescita delle piante, cioè garantisce sempre una piccola riserva di acqua al suo interno, perciò puoi innaffiare meno di frequente.
Se il terreno risulta secco in superficie, e anche spostando un po' la terra lo trovi secco, allora sì, devi innaffiare anche se avevi usato sia il compost che la pacciamatura.

In generale però è sempre bene tenere d'occhio le piantine, così impari dal loro comportamento e, col tempo, non ti allarmi inutilmente, magari buttando via piantine che ti sembravano morte e invece avevano solo bisogno di ripristinare le loro riserve d'acqua; impari anche a non uccidere le piantine, affogandole nel tentativo di salvarle; ma soprattutto impari a riconoscere i segnali e dove cercarli.

Una terza cosa che puoi controllare, soprattutto se sai che per qualche giorno non potrai dar da bere alle piante, è il terreno più profondo: la pianta forse non è floscia, il terreno in superficie è sicuramente umido, si vede, ma fai attenzione al terreno in profondità, dove si trovano le radici, soprattutto se hai gli ortaggi in vaso, perché molte volte la terra sembra umida ma lo è solo per pochi centimetri di profondità: infila un dito per sentire se anche più in fondo la terra è umida, perché se non lo è, vuol dire che le riserve sono finite, e che fra pochi giorni, se non innaffi o se farà molto caldo, la piantina potrebbe afflosciarsi e poi seccarsi.
Se addirittura le radici escono dai buchi del vaso significa che stanno cercando acqua disperatamente!

innaffiare le piantine se le radici cercano acqua
Innaffiare le piantine se le radici escono per cercare l'acqua.

innaffiare le piantine se le radici cercano acqua

Quanto spesso innaffiare.


Naturalmente se innaffi ogni giorno non ci sono problemi, assicurati solo di innaffiare le piante giuste: non tutte gradiscono bere! Facciamo finta, però, che tu hai solo ortaggi che hanno bisogno di bere regolarmente: innaffia tutti i giorni, ma se salti un giorno non ti preoccupare, le piante hanno le loro riserve. Anzi, se abitui le piante ad arrangiarsi, cresceranno più forti contro le avversità, mentre se le vizi, basta che ti dimentichi una volta di innaffiare e ne soffriranno. Per lo stesso motivo innaffia una volta al giorno, in quantità sufficiente, non due-tre volte come se dovessi riempire una piscina. La quantità sufficiente è quella che bagna anche in profondità, ma non sempre è così semplice: se la terra era molto secca o se l'impasto è troppo argilloso o al contrario troppo sabbioso, puoi avere effetti collaterali:

  • la terra molto secca non assorbe bene l'acqua; immagina di avere la gola molto secca da farti male e di voler bere acqua: l'acqua bevuta a grandi sorsi scende che è una meraviglia ma il dolore e la sensazione di secchezza rimangono, perché l'acqua è passata senza soffermarsi a idratare la gola dolorante; ti viene spontaneo bere a piccoli sorsi, cercando di trattenere più a lungo l'acqua in gola, cosa che sembra impossibile, ma sorso dopo sorso la sensazione di secchezza svanisce e ti senti meglio (a meno che non hai ceduto e hai preso una caramella che, succhiata, rilascia freschezza e sollievo gradualmente); alla terra succede la stessa cosa: se è troppo secca l'acqua scivola via oppure ristagna senza scendere in profondità, se coltivi in vaso uscirà dal vaso inondando il sottovaso e il pavimento, perché la terra non riesce ad assorbirla; quindi il nostro consiglio è di dare la solita quantità di acqua, in questi casi, ma suddivisa in due tre volte, così le piante si riabituano gradualmente all'idratazione e la terra non rifiuta l'acqua (te lo sto dicendo a parole mie)
  • la terra argillosa è quella che quando innaffi fa una pappetta fangosa, e quando è molto secca l'acqua ristagna: siccome è un tipo di terra impermeabile, trattiene più a lungo l'acqua rilasciandola molto gradualmente, una cosa che sembra comoda, perché se innaffi molto una volta sola l'acqua basta per più giorni, ma non è così: i ristagni d'acqua non piacciono a nessun ortaggio, perché l'umidità e la troppa acqua provocano marciumi, funghi e malattie e sono pericolosi tanto quanto l'aridità del terreno*;
  • la terra sabbiosa è quella che quando innaffi assorbe tutto subito, o almeno questa è l'impressione: in realtà l'acqua scivola via in profondità e non resta a livello delle radici: te ne accorgi se coltivi in vaso, perché quando innaffi vedi l'acqua uscire dai buchi sotto il vaso e ti fa girare le scatole non poco, oppure rimane in superficie, galleggia e straripa, altro giramento; ecco il vantaggio di mescolare la terra al compost per modificare la sua composizione fisica, così che non sia mai né troppo sabbiosa né troppo argillosa, ma giusta per trattenere l'acqua nel modo migliore per le piante.

Visto che non sempre si ha il terreno ideale, torna utile l'accorgimento di bagnare la terra a più riprese: se hai pochi vasi è facile, mentre se come noi hai un orto con diverse aiuole, può sembrare un lavoro lungo.
Quanto spesso innaffiare dipende anche dal clima di casa tua e dalla posizione dell'orto: quanto a lungo è soleggiato nella giornata o se ci sono venti forti o se è in pendenza, sono variabili che devi tenere presente per sapere se innaffiare tutte le sere o ogni due sere come facciamo noi. Di solito noi non innaffiamo se il giorno prima ha piovuto, perché il nostro orto resiste uno o due giorni senza acqua e la pioggia è acqua ;)
Per un'immagine più precisa di questo momento della nostra giornata, leggi il post di Alli >Dar da bere alle piante.

A che ora innaffiare.


Infine l'ultimo accorgimento, che ho già spifferato qua e là nel post, è quello di innaffiare la sera, per due motivi:

  • è importante innaffiare quando il sole non c'è, e il calore del giorno è diminuito, per non causare shock termici alle povere piantine;
  • è utile innaffiare quando il sole non tornerà per almeno dodici ore, così l'acqua non evapora subito dopo come succede di giorno, ma resta nel terreno e ha tutto il tempo di essere assorbita dalla terra e poi dalle radici.

Noi innaffiamo tra le otto e le nove di sera, prima o dopo cena a seconda di come siamo impegnati o organizzati, e se si fa troppo tardi e il buio incombe, sfruttiamo la torcia del cellulare per vedere cosa facciamo ;)

La prossima volta parliamo di >Come risparmiare acqua nell'orto, intanto scarica qui la tabella con le esigenze di acqua dei singoli ortaggi.


*A parte il fatto che attirano le zanzare a sciami!

10 commenti:

  1. Condivido in pieno il post, a parte l'ottimismo per il ritorno dell'estate :)
    Scherzo, sento già le cicale che cantano, quindi non tutto è perduto!

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    1. Finché c'è cicala c'è speranza ahahaha!

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  2. Il mio terreno è quasi tutto"pappetta-argilla",l'acqua ristagna parecchio quindi un pochetto al mattino e un pochetto alla sera quando mi ricordo,su metà dell'orto ho piazzato l'impianto a goccia,all'inizio è noioso montarlo ma poi si risparmia tempo e tantissima acqua,ve lo consiglio,ciao!

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    1. Il nostro è a chiazze, abbiamo aiuole sabbiose e aiuole argillose e altre in cui sembra misto, ma solo in superficie. COn la storia di non disturbare i lombrichi non abbiamo mai fatto un bel lavoro di zappa in profondità.
      L'impianto a goccia è fra i desideri... io da un lato lo vorrei, perché odio innaffiare, dall'altro son quella che vuole fare sempre "tutto a mano". Ho visto il tuo post, e avevamo lo stesso dubbio: se cambi coltura devi spostare i buchi dell'impianto? Tu come hai risolto?

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    2. Allora,ogni anno coltivo più o meno gli stesso ortaggi,ad esempio pomodori,melanzane,peperoni a una distanza di 40 cm,quindi gli spezzoni di tubo sono sempre quelli,finocchi,sedano ecc..spezzoni da 25-30 cm,finita la stagione tolgo e lavo tutto e i tubicini li metto in due scatole differenti pronti per l'anno seguente.
      Gli ugelli sono comodi perchè sono regolabili e se mi pappo un'insalata chiudo l'ugello senza che questo vada ad interferire con gli altri.
      Infine la centralina non è indispensabile,si attacca il tubicino al rubinetto,lo regoli alla pressione giusta e sei a posto,più facile a farsi che a dirsi,ciao!

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    3. Grazie per le informazioni! Allora il nostro problema sarà che abbiamo troppi tipi diversi di verdure, ma con un po' di organizzazione, prima o poi...
      Infatti io pensavo, eventualmente, di prenderlo senza centralina, che al massimo è comoda quando si va in vacanza.

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    4. Grazie dei consigli bloredire, ne faremo tesoro, e concordo con Elle, dobbiamo fare un'organizzazione più razionale. Negli ultimi anni abbiamo sperimentato molto, ora dobbiamo mettere a frutto gli esperimenti, nel tempo e nello spazio.

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  3. In attesa di un impianto a goccia se hai abbastanza pressione potresti provare con le manichette forate costano poco, (solo in terreni non troppo in pendenza) se poi le stendi sotto pacciamatura funzionano molto bene, certo devi avere una sistemazione lineare delle piante altrimenti non è comodo. Se una pianta esce dal vaso con le radici oltre che una questione di sete potrebbe semplicemente essere che ha "chiuso" ovvero le radici hanno raggiunto le pareti del vaso ed iniziano a girare; ora di trapiantarla in un vaso più grande o in terra. Quando si trapianta in genere è sempre meglio aspettare che comincino a "chiudere", attecchiscono con più facilità, viceversa, dai semenzai meglio appena aprono la prima foglia, quindi molto precocemente. Noi avevamo molta terra quindi si innaffiava a tutte le ore, Le preferite quelle della mattina molto presto la terra è più fresca, le piante anche, se bagni le foglie non restano bagnate come la notte favorendo le malattie fungine. L'irrigazione è una delle pratiche più delicate, oltre che sulla salute della pianta influisce molto anche sui tempi della produzione e sulla qualità. Spesso si legge di che occorre bagnare poco per avere prodotti più saporiti, falso, bisogna bagnare giusto: una pianta che non subisce stress idrici è una pianta che può dare il meglio di se, avrà l'energia per produrre gli zuccheri gli amidi gli aromi al massimo delle sue possibilità. Anche i tempi sono importanti, distinguere le fasi di crescita in cui le esigenze sono maggiori e quelle in cui sono minori aiuta ad avere buoni risultati.
    I terreni argillosi sono indubbiamente difficili ma se equilibrati e con un adeguato apporto organico sono ottimi. Se trattati nel modo giusto creano una loro struttura che li rende sciolti, non compatti e mantengono un elevata capacità di campo cioè il potere di trattenere molta acqua senza creare ristagni.

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    1. Grazie Vera, consigli molto utili e dettagliati anche i tuoi. Noi abbiamo un terreno non molto grande e in piano, dunque non sarà difficile sistemare le cose al meglio, anche con i tuoi consigli.
      Noi diamo da bere sempre e solo la sera, per problemi di tempo e organizzazione, e credo, anche avendo un piccolo terreno, che vada bene così.

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    2. Grazie Vera! Infatti mi sono stupita di vedere le radici fuori dal vaso, anziché attorcigliate a fare il "panetto" (che mi piace molto, quando si forma mi sento una vera orticoltrice!), perciò ho pensato che fossero uscite alla ricerca di acqua.
      Io odio innaffiare, forse perché devo stare ferma ad aspettare che ogni singola pianta abbia la sua razione, per questo fantstico di avre un impianto a goccia. Ma una soluzione che stiamo valutando è quella di ridurre la varietà di ortaggi, per incasinarci meno. ;)

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