lunedì 1 luglio 2019
ultimo aggiornamento:

I morti non muoiono di Jim Jarmusch.


Non so perché ho sempre associato all’estate la visione di film horror. Forse perché quando ero ragazzino era d’estate che passavano in tv la maggior parte di essi, e ho sempre amato il cinema di Jim Jarmusch, cineasta rock per eccellenza, autore alternativo di una bella sfilza di pellicole di autentico culto. Film d’autore, certo, non di genere, che ha però sempre amato mescolare sapientemente. Ora ho avuto l’occasione di unire le due passioni, un film horror, uscito in piena estate, diretto da Jim Jarmusch, I morti non muoiono (The Dead Don’t Die Usa/Svezia, 2019).

A Centerville, piccola tipica cittadina Usa succedono cose strane: gli animali si comportano in modo anomalo, la durata del giorno varia (forse a causa dello spostamento dell’asse terrestre causato dallo scioglimento della calotta polare), i computer, i cellulari, le radio smettono di funzionare, la luna piena si presenta in modo molto inquietante. Inoltre, cosa ben più paurosamente concreta, i morti escono dalle loro tombe, alla ricerca di carne viva da dilaniare. Come tutti gli zombi camminano barcollando, hanno la pelle chiara e malaticcia (di più, da morti), e parlano a versi. Inquietanti e pericolosi fanno una vera e propria strage.

Il paesino è difeso da un surreale sceriffo (interpretato da un sempre più stralunato Bill Murray), con i suoi due aiutanti (Adam Driver, al secondo film consecutivo con Jarmush, e Chloë Sevigny, spaventatissima). Una squadra non proprio irresistibile, che con l’aiuto della nuova strana becchina del paese, esperta di arti marziali (una Tilda Swinton più alternativa che mai), tenterà di tagliare o far saltare con una schioppettata più teste di zombie possibili. Come è noto dai film precedenti, omaggiati più o meno indirettamente dalla pellicola, questo è il solo modo per far fuori i morti viventi.

Divertente e parodistico, con uno spirito ecologista forte, tocca i luoghi simboli del cinema horror come cimiteri, boschi incantati, motel, centri di detenzione minorili, fattorie, e ci mette in guardia, con il solito suo sottile humour, qui decisamente nero, sul materialismo che ci divora. Gli zombie siamo noi, attaccati al telefonino, allo chardonnay, a tutti i beni materiali che anche da morti non riusciamo a dimenticare.


L’unico a salvarsi (in tutti i sensi) è il barbone del paese, uno straordinario Tom Waits, che dal bosco dove vive da anni, lontano dalla società dei consumi, osserva il triste evolversi dei fatti.
Il titolo del film è legato alla canzone di Sturgill Simpson, The Dead Don’t Die, che sentiremo in diverse occasioni lungo la durata della pellicola, dove il cantautore americano comparirà nelle vesti di uno zombie.

Film d’apertura di Cannes 2019, oltre al citato Waits, ha tra i presenti una galleria di nomi cult, musicali e non, spesso presenti nel cinema del cineasta dalla bianca criniera: Iggy Pop, RZA, Steve Buscemi, Rosie Perez … e poi Danny Glover, Carol Kane, Selena Gomez e tanti zombie.

Come dice la locandina: un cast che farà risvegliare i morti.

E a proposito di locandine, guarda qui.

5 commenti:

  1. Cavolo, ma sai che ne ho sentito parlare malissimo? E io che adoro Jarmusch e naturalmente il vecchio Tom sono rimasta molto delusa... ma vista la tua recensione positiva credo che lo vedrò comunque!

    RispondiElimina
  2. Io l'ho perso! È durato niente in sala, spero che lo diano presto su Sky.

    RispondiElimina
  3. @Silvia Pareschi
    Sì, anche io ho letto alcune rece negative; buone intenzioni, ma il risultato mediocre ... bla, bla,bla! Non so perché ci sia, ultimamente, il tiro allo Jarmusch: anche del precedente ne parlavano male, ma a noi era piaciuto un sacco ... questo, meno del penultimo, ma sempre un suo film. Nel complesso credo sua una buona pellicola, con il suo solito leggero humour.
    @Simona
    Lo daranno, lo daranno in tv, anche se credo che il massimo sia vederlo in un cinema all'aperto, forse la sua condizione ideale. Noi ieri abbiamo recuperato così Suspiria di Guadagnino.

    RispondiElimina
  4. Eh già, probabilmente quell'associazione è "colpa" della programmazione estiva! In qualche "Notte Horror" sono incappata anche io, anche se ho ricordi molto vaghi... si vede che i film in cui sono incappata non mi hanno spaventata a sufficienza hahahahaha!

    RispondiElimina
  5. Sì, credo che la programmazione estiva prevedesse dei film horror, come appunto nella serie Notte Horror, dei quali ho diversi ricordi di buon cinema horror a partire dai film di Wes Craven. Freddy Kruger non ti ha spaventata a sufficienza? Sei coraggiosissima allora hahahahaha!

    RispondiElimina

Se vuoi commentare, prima leggi la nostra informativa sulla privacy, per sapere come usiamo i tuoi dati (nome e indirizzo email che dovrai inserire per commentare). Letta? Ecco, adesso puoi commentare.

Aspetta!

Lo sai che ogni mese mandiamo le nostre Lettere dall'orto e, se vuoi, anche tutti i post del blog direttamente nella tua casella di posta? Per riceverle basta che ci dici il tuo nome e il tuo indirizzo email, scrivili qui >Lettere dall'orto di Elle e Alli.