lunedì 22 luglio 2019
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Come risparmiare acqua nell'orto.

Un buon metodo per risparmiare acqua nell'orto è quello di tenere sotto osservazione le piantine: quando vai nell'orto non guardare solo se ci sono i frutti o gli insetti, ma controlla anche il terreno, come spiego nel post >Innaffiare l'orto biologico. In questo modo, oltre a evitare che il terreno si secchi troppo, finendo tutte le riserve delle piante, eviti altresì di innaffiare un terreno già abbondantemente umido, col rischio di favorire muffe e funghi, nemici degli ortaggi.
Altri due metodi di cui ho parlato nel suddetto post sono mescolare la terra con un buon compost, in modo che questo regolarizzi la composizione fisica del terreno stesso: un terreno equilibrato, a medio impasto, non tende troppo al secco né troppo all'umido, quindi puoi “innaffiare il giusto” senza preoccuparti se stai facendo bene o male; e ricoprire il terreno attorno alle piantine con la pacciamatura, così dopo aver “innaffiato il giusto” sai per certo che l'acqua non evaporerà subito, ma manterrà la terra umida sotto la coltre di erbe e legnetti della pacciamatura.
Ma cosa vuol dire innaffiare il giusto?

Innaffiare il giusto.


Se innaffiare il giusto è un ottimo metodo per risparmiare acqua nell'orto, il problema diventa: a quanta acqua corrisponde questo “giusto”? Se leggi l'orto di Elle e Alli da un po' immagini già la prima parte della risposta: dipende dall'ortaggio. E magari stai già pensando che avrò preparato pure una delle mie tabelle con tutti gli ortaggi e le loro esigenze d'acqua. Esatto!
Infatti non tutti gli ortaggi amano sguazzare nell'acqua, e alcuni non sopportano proprio che il terreno non sia bello secco. Questo non significa che devi lasciare morire la terra, secco non significa arido, povero, duro - significa solo non umido. Un esempio classico è quello di tutti gli ortaggi che crescono sottoterra. Aglio, cipolle, carote, rape, patate, ravanelli non hanno bisogno di acqua durante il loro ciclo vitale, crescono benissimo anche se non li innaffi mai (e se piove pazienza), e saperlo non solo ti farà risparmiare acqua, ma ti garantirà anche un ottimo raccolto. Se li innaffi, infatti, visto che quando la terra assorbe acqua si mantiene umida almeno uno-due giorni (dipende da quanto caldo fa, ovviamente), rischi che i bulbi e i tuberi assorbano acqua a loro volta, marcendo sottoterra oppure gonfiandosi e perdendo sapore. Anche in questo caso, però, dipende dall'ortaggio, i due estremi sono: aglio, che non ha bisogno di acqua, mai, e rape, che invece hanno bisogno di poca acqua abbastanza regolarmente, perché altrimenti diventano durissime e amarissime, immangiabili insomma. Nel mezzo ci sono gli altri bulbi e tuberi, che hanno bisogno di un po' d'acqua al momento della semina o del trapianto e poi non più.
In tutti i casi, dall'aglio alla rapa, però, il terreno deve essere morbido anche da asciutto, per garantire all'ortaggio di crescere e ingrossarsi.

In realtà anche moltissimi altri ortaggi non hanno bisogno di troppa acqua: basta essere regolari nelle innaffiature, quanto alla quantità non è facile stabilirla se innaffi col tubo di gomma, mentre se usi un innaffiatoio, logicamente, puoi calcolare quanta acqua dai a ciascuna piantina e regolarti in base alle esigenze delle tue piantine che, come dicevo l'altra volta, dipendono anche dalla posizione del tuo orto e dal clima della tua zona, e da come sta andando la stagione e da quanto caldo ha fatto oggi.
Io, col tubo di gomma, vado a orecchio: dopo un po' che sento l'acqua scorrere, non saprei dire quanto, ma l'orecchio ormai è abituato, passo alla piantina successiva. Parto sempre dalle aiuole più alte (il nostro terreno è in leggera pendenza) e do un po' più acqua a loro, perché l'acqua spesso scivola via, e un po' meno a quelle sotto, perché qui arriva l'acqua dalle piantine sopra e tende a ristagnare. Anche questo è risparmiare acqua nell'orto, e avrai capito che risparmiare acqua significa al contempo risparmiare la vita alle piantine (almeno finché non è il momento di mangiarle!).
Se dovessi darti una quantità, direi che per ortaggi ormai grandi un innaffiatoio da 5 litri per ogni piantina è sufficiente, ma se il terreno è secco, non versare l'acqua tutta in una volta ma fai un giro di tutte le piantine con metà innaffiatoio, poi ricomincia da capo con un'altra metà innaffiatoio. Con le piante in vaso invece questa quantità può essere troppa, te ne accorgi se l'acqua esce nel sottovaso, allora bastano anche due-tre litri per vaso di medie dimensioni.

Innaffiare con regolarità.


In generale è importante la regolarità, ma per alcuni ortaggi più esigenti lo è in particolar modo, perché devi assicurare loro il pasto quotidiano. Soprattutto se li coltivi in vaso, dove la terra è limitata, è importante sia pacciamare, perché le erbe della pacciamatura, decomponendosi, forniscono nutrimento, sia innaffiare tutti i giorni, perché come dicevo non puoi rovesciare 5 litri d'acqua tutti assieme in un vaso dove ci sono 5 litri di terra, non devi fare i castelli di sabbia! Se però hai i vasi vicino a casa, addirittura sul balcone, non è così complicato fare una capatina ogni giorno per innaffiare le tue creature più esigenti.
Fra queste ci sono tutti i cavoli, tranne il cavolo nero, tutte le cucurbitacee: cetrioli, zucchine, zucche, meloni, tutte le solanacee tranne le patate (pomodori, peperoni, melanzane). A questi ortaggi devi dare molta acqua praticamente tutti i giorni, ma come ho già detto: osserva e poi decidi.
Altrettanto esigenti sono bietole, barbabietole/rape rosse e spinaci (chenopodiacee), finocchi e sedano (ombrellifere), cicorie, radicchio, lattughe (composite), ma con una precisazione: questi ortaggi non hanno bisogno di molta acqua, ma hanno bisogno che quella poca acqua che vogliono gliela dai tutti i giorni o comunque che non lasci seccare il terreno. Di nuovo. Tieni d'occhio e decidi man mano.

Sempre per risparmiare acqua, segnati queste piante che hanno bisogno di acqua solo all'inizio, appena le semini o le trapianti, e poi quasi mai più – tranne in casi di mesi e mesi di siccità: arachidi, scarole, indivie, cavolo nero, soia, porro, tutti i legumi (tranne fave e ceci, che non hanno bisogno di acqua) e tutte le erbe aromatiche - tranne il basilico, che ama il caldo, ma odia la siccità, quindi un' d'acqua quotidiana la gradisce.

Come innaffiare.


Versi l'acqua sulle piante e basta, no? No no no: non sulle piante, alle piante. Magari tu non lo fai, ma ho visto persone fare la doccia alle piantine con l'idea di rinfrescarle e abbeverarle in una volta sola, ohibò. In buona fede stavano mettendo le basi per la proliferazione di funghi, ruggine (è una malattia), muffe e robaccia simile. Alle piante si da da bere, e le piante bevono attraverso le radici, quindi l'acqua va messa alla base delle piante, sotto la pacciamatura (basta una fessura temporanea da cui far passare il tubo), senza bagnare la pianta stessa, perché in nessuna fase della loro vita le piante vogliono farsi una doccia! Comprometti la loro crescita e il raccolto se bagni foglie, fiori e frutti. Quando piove è un altro discorso, non ci puoi fare nulla, se non proteggere le piantine, soprattutto quando sono ancora piccole, con un tunnel o una rete che attutisce le gocce di pioggia. Molte piante però resistono anche sotto la neve, poi le innaffi dalla testa e piedi e si ammalano. Misteri della natura.
Altro accorgimento è non usare usare un getto troppo forte del tubo di gomma, cioè apri a metà il rubinetto, se non hai un beccuccio che diffonde l'acqua a pioggia; mentre se usi un innaffiatoio il beccuccio di solito è venduto assieme, lascialo montato, perché rischi di fare buchi nel terreno, scoprendo le radici.

Come risparmiare acqua nell'orto.


Ricapitolando, per risparmiare acqua nell'orto: metti la pacciamatura, usa il compost, rispetta le esigenze delle piante (qui scarichi la tabella riassuntiva), tieni d'occhio il terreno per decidere se e quanto innaffiare, e un ultima chicca, un consiglio che, se leggi l'orto di Elle e Alli da un po' ci avrai già sentito dare: per innaffiare usa l'acqua in cui hai lavato le verdure o addirittura l'acqua di cottura delle verdure, dei legumi e della pasta.
Quando le verdure o la frutta entrano a contatto con l'acqua, infatti, rilasciano un po' delle loro sostanze nutritive. Se dai una sciacquata veloce saranno poche, ma all'orto non dispiaceranno, quindi è un buon motivo per raccogliere l'acqua in una bacinella ogni volta che lavi frutta e verdura, naturalmente devono essere del tuo orto, o comunque bio, altrimenti rischi di passare all'orto biologico i pesticidi!

Come risparmiare acqua nell'orto: l'acqua di cottura
Come risparmiare acqua nell'orto: ho usato l'acqua di cottura delle lenticchie!

Se invece preferisci qualcosa di più sostanzioso, in particolare quando ti sembra che le tue piante stiano soffrendo, puoi usare l'acqua di cottura delle verdure, ma anche di legumi e cereali: la cottura fa perdere ai cibi molti più nutrienti (ecco perché per noi sarebbe meglio cuocere il meno possibile, e mai stra-cuocere i cibi, in modo da conservare i nutrienti nei cibi che mangiamo), che non sprecherai giù nello scarico, ma preserverai per il tuo orto. In questo caso, se avevi aggiunto il sale all'acqua di cottura, devi diluirla moltissimo: io di solito una pentola d'acqua la divido in due innaffiatoi (i nostri sono da 7 litri) e aggiungo altra acqua fresca; in ogni caso fai raffreddare l'acqua di cottura prima di darla alle piante!

Curiosità: si dice innaffiare o annaffiare?


Il vocabolario Treccani recita: "Entrambe le forme sono corrette e usuali. Derivate probabilmente dallo stesso etimo latino (in e afflare ‘soffiare’) sono entrambe usate dal Medioevo fino a oggi. Tuttavia, già nella prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612), alla voce Innaffiare si legge «Oggi più comunemente annaffiare»." Siamo autorizzati a usare entrambe le forme!

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