martedì 7 maggio 2019
ultimo aggiornamento:

Nell’orto con Alice Tambourine Lover.

Down Below degli Alice Tambourine Lover, 2019

Ho da poco finito di ascoltare il nuovo disco di Alice Tambourine Lover, duo blues in giro da quasi dieci anni (con questo nome), noto e apprezzato da sempre da Elle e Alli. Sono tentato di fare ripartire il disco, ma devo scrivere questa intro. È una tentazione forte, perché mi prende un sacco il loro ottimo blues, che sembra già un classico al primo ascolto. La voce di Alice e la sua chitarra, le percussioni, le chitarre di Gianfranco (dobro, resofonica, elettrica), l’armonica, c’è tutto un mondo in questo e pare di vederli mentre suonano. Hanno infatti da poco chiuso una serie di primi concerti di presentazione di Down Below, disco uscito da manco un mese con Go Down Records, come tutti i loro precedenti album.


Down Below è un blues carezzevole, dolce senza essere sdolcinato. Otto pezzi che sembrano un'unica lunga ballata, un mantra zen acido, che non a caso apre con il pezzo che ha dato il nome al disco. Si viene subito presi dalla musica e dalla voce degli Alice Tambourine Lover, in un vortice di soffici emozioni primarie. La copertina è perfetta, con quell’occhio che ti guarda, colori rosso e blu da concerto, come le immagini dietro (ma anche davanti) all’occhio. Tutto immediato, tutto in diretta, sembra dirci questa splendida immagine. Non potevamo, anche per questo, esimerci dal chiedere un’intervista qui nell’orto. Tra poco parte…

Come funziona l’intervista in diretta?


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ps. segui Alice Tambourine Lover su facebook e ascolta la loro musica su bandcamp.

115 commenti:

  1. Benvenuti a tutti nell'Orto ...

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  2. Eccoci nell'orto! Ciao a tutti.

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  3. Sento che anche i musicanti ospiti questa sera stanno arrivando.

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  4. Intanto io faccio ripartire il loro disco ...

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  5. E tra poco sento arriverranno anche Alice Tambourine Lover!

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  6. Ciao ragazzi, è un piacere essere nel vostro orto :)

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  7. Il piacere è tutto nostro, siamo contenti di far due chiacchiere con voi!

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  8. Bene, e allora, visto che siamo già alla secondo canzone, io partirei con le domande.

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  9. e ci fa piacere sapere che vi è piaciuto il nostro ultimo lavoro...

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  10. Da stamattina mi fa compagnia, sìì!

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  11. Down Below è nato dall’esigenza di fermare idee che fluttuavano in casa ormai da un paio d’anni. Non vedevamo l’ora di tornare in studio, dopo tre anni di pausa dal precedente “Like A Rose”... e così è stato

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    1. Si sente che l'avete cullato dentro di voi per un po'!

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    2. C'è qualcosa di vitale, mantrico, vivo ...

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  12. Hai detto bene, è stato così... abbiamo aspettato che maturasse ben bene

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  13. E nel frattempo avete fato concerti?

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    1. Secondo me sì, visto che è un disco che sembra molto vivo ...o no?

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  14. Si, direi che abbiamo suonato parecchio... un tour in Francia, uno in Svizzera, Germania e Austria... oltre alle date italiane ovviamente. Però i brani questa volta a differenza delle altre volte non li abbiamo mai suonati dal vivo prima di entrare in studio..

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    1. Quindi medidtai, cullati, maturati in giro, ma nati in ambiente protetto ...

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    2. Esatto, molto strano per noi che solitamente amiamo suonarli in anteprima per capire se funzionano o se sono solo nella nostra testa..

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    3. Sono nati in semenzaio, come le piantine più delicate.

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    4. Giusto Elle... proprio così

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  15. Perché questo titolo? Cosa vuol dire? …

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  16. “Down Below” è un voler sentire dal basso, dando un sapore alle emozioni più nascoste, liberandole dal profondo, portandole alla luce in modo libero e unico cercando di mantenerne il ritmo pulsante, senza paura di mostrarle. L'atmosfera dei brani è dilatata e sognante e rispecchia lo stato d’animo con cui abbiamo vissuto la musica nell’ultimo periodo, dando voce alla sua essenza e spiritualità, condividendone la pienezza che in questi brani ci ha nutrito, sfamato.

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    1. ... e si sente, lo dico con sincerità.

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    2. Nei miei appunti, riguardo il disco le parole più usate sono: onirico, dilatato, sognante, mantrico ...

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    3. Grazie Diego, ci fa piacere sapere di essere riusciti a trasmetterti tutto questo

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    4. Infatti io oggi ero molto rilassata, tranquilla, non mi sono agitata per niente. Una medicina, questo disco.

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  17. Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

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  18. Come al solito abbiamo registrato le idee di partenza per poi lavorarci sopra, ci eravamo prefissati un periodo per arrivare pronti in studio da Luca Tacconi presso “Sotto il Mare Recording Studios” e direi che siamo stati nei tempi..
    Alcune parti le abbiamo improvvisate durante le registrazioni. Gianfranco è stato catturato dal leslie che era in dotazione in studio con cui ha registrato nuove tracce che non erano previste in origine. Il finale di “Dance Away” lo abbiamo ultimato nella camera da letto del B&B dove eravamo ospiti durante le sessions.
    I brani sono stati mixati inizialmente in studio, ma poi abbiamo aggiunto nuove tracce a casa… per esempio l’armonica di “Rubber Land” suonata da Andrea Albertazzi (fratello floro-armonicista di Alice) l’abbiamo registrata per scherzo dopo una cena a casa e abbiamo deciso di tenerla. In “Dance Away”, Dandy Brown ha registrato le sue parti in California cantando sulla voce guida di Alice, quando Alice ha poi provato a cantare la traccia buona in studio si è resa conto che la prima versione era molto più convincente, così abbiamo deciso di tenere quella. La “chitarra preparata” di Sergio Altamura in “Train”, l’ha registrata mentre era in Toscana per uno spettacolo teatrale e ce l’ha poi spedita. Due testi dell’album sono stati scritti da Mirta Cimmino basandosi sulle sonorità delle parti cantate di Alice.
    Il mixer finale è stato curato a casa da Alice, ci è servito altro tempo per sistemare ed inserire le nuove tracce e ci è piaciuto rivedere e in alcuni casi dare una nuova veste ad alcuni brani.
    La masterizzazione invece è stata curata da Max Paparella.

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  19. Uau, che mix di sapori, mi vien da dire. Quanti viaggi della musica, per far viaggiare anche noi in questo sogno. E quante persone coinvolte.

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    1. Esatto, esatto ... veramete ricco questo sogno.

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    2. ... tanto personale, quanto partecipato.

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    3. Si... questa volta abbiamo preso tempo e abbiamo avuto modo di coinvolgere altre persone seguendo l'istinto del momento, in situazioni diverse non prestabilite.

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  20. E intanto noi siamo al secondo ascolto della serata!

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  21. Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Down Below?

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  22. Una sera ho iniziato a suonare un riff di getto, un movimento circolare, un riff dall’odore di festa e abbandono. Appena presa la chitarra in mano, nostro figlio si è messo a ballare con il cane che tentava di mordergli la caviglia, Alice ha registrato senza che me ne accorgessi.. Così è nata la title track, tutto scorre verso il basso dove pulsano e si sprigionano le emozioni. L’arrangiamento che è venuto dopo l’ha insaporito di suoni più dilatati ma dal vivo la voce di Alice balla sul mio riff nudo e crudo.

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    1. Incredibile come sia nato ... molto blues :)

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    2. Abbiamo sempre una chitarra pronta in cucina :)

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    3. Insomma, da ascoltare anche dal vivo (o soprattutto).

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    4. Dal vivo il suono è più crudo, ugualmente emozionante ma in modo diverso

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  23. Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

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  24. Lavorando da anni in un bellissimo vivaio, da floro-musicista quale sono, direi: “Il ciclo completo di un albero, dalla raccolta del seme alla semina e alla nascita della piantina :)

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  25. C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero album? … che vi piace di più fare live?

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    1. Non saprei, siamo legati a tutti i brani, a me piace molto suonare dal vivo “Follow” mi emoziona sentire Alice cantare... accompagnarla ogni volta è un viaggio psichedelico. Alice ha un debole per "Blow Away" ma non solo..

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    1. ...è stato difficile, ma ne ho estrapolate tre da questo bellissimo album che, come dice Alli, è una lunga ballata...

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    2. Certo Elle ! siamo curiosi

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  27. Ho scelto Rubber land (che mi fa sempre alzare la testa appena inizia), Down below (un ottimo inizio di disco) e Train (il treno con la lentezza rilassata è perfetto). Ma come ho detto mi piace tutto, è un'unica lunga canzone languida per me.

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  28. Tra le miei preferite, anche se è difficilissimo, in quanto sembra una lunga suite, direi la title track su tutte, un mantra-blues che da il giusto la al disco, che non si discosterà mai.

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  29. Ma anche Follow, cullante ballata dolce, notturna, con la chitarra a duettare in modo magnifico con la voce, ma anche Into the Maze, rock'n'roll acido, cullante e sofisticato, onirico ... molto onirico nel cantato, nei suoni dilatati.

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  30. Ma anche Rubber Land, pezzo da film, da fughe di banditi, sudore e polvere ... ritmo, armonica, chitarre.

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  31. Ne avrei da dire per ognuna, ma mi trattengo, altrimenti divento noioso.

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  32. ... riassumendo: tutto da ascoltare.

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    1. Ogni brano ha un suo mood e immagini da scoprire... sicuramente da ascoltare più volte :)

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    2. Infatti siamo al terzo giro di ascolto questa sera ... e vai!

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  33. Concordo, anche noi viviamo questo disco come un'unica lunga "canzone languida", bellissima definizione. Train è stata buona alla prima, come si dice in gergo...

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  34. Anche questo vostro disco, come i predenti, è uscito con Go Down Records. Altre realtà da citare attorno a voi, sia come singoli o gruppi, per il disco e la vostra musica in generale? ...

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  35. Per la promozione di “Down Below” ci siamo avvalsi della collaborazione di Kool Things Promotion per l’estero e Promorama per l’Italia. Abbiamo poi vari amici e collaboratori che da tempo ci seguono e ci aiutano per i concerti in Italia e all’estero.

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    1. Direi due ottimi nomi, molto affidabili e professionali quelli di Promorama ... sanno, da sempre, quello che fanno!

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    2. Li conosciamo da un po' di anni e ci siamo sempre trovati bene :)

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  36. Copertina, come sempre le vostre, suggestive, dirette, con colori e immagini di musica blues. Come è nata e chi l’ha realizzata?

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  37. Per questo disco Alice voleva un occhio con l’intento di dare importanza all’anima che c’è dietro. Ci siamo rivolti ad Amando Carastro, nostro amico grafico che ha sovrapposto l’immagine di un bellissimo occhio trovato in rete ad una foto di Reynald Reynald che ci aveva scattato in un locale in Francia durante un nostro tour nel 2017. Il risultato ci è piaciuto molto.

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  38. Reynald Reyland, sembra il titolo di una canzone, o di un libro/film :)

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    1. Un fotografo motociclista rocker francese ! un gran personaggio

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  39. Direi che ben si adatta al disco ... sì, quasi perfetta.

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  40. Mi piace l'idea dell'occhio, e il significato che c'è dietro. Anche la vostra foto in concerto.

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  41. Come presentate dal vivo questo album? …

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  42. Noi due, le nostre chitarre, la voce di Alice ed il tambourine al piede.

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    1. Semplici, semplici. Ma cos'è questo tambourine?

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    2. E' la percussione che Alice suona con il piede, è la pulsazione che si sente in tutti i brani.

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    3. Ah, è fondamentale!

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  43. Altro da dichiarare? Sul disco, sull’orto … il vostro rapporto con l’orto? Il rapporto dell’orto con questo disco? Con la natura in generale?

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  44. Direi che la nostra musica è una pianta della terra, anzi di più terre, è perenne non stagionale e necessita di acqua solo nei primi mesi di vita, ama il pieno sole ma sopravvive anche in zone ombreggiate o esposte al vento, perde la foglia d’inverno ma ha una fioritura coloratissima e profumata in primavera, in autunno produce frutti in abbondanza e così via..

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    1. Per questo vi seguiamo sempre ... in ogni stagione.

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    2. Non possiamo farne a meno ... grazie Alice Tambourine Lover. Di questo e dell'intervista!

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    3. E’ stato come sempre un piacere parlare con voi, vi abbracciamo e buon lavoro per il vostro bellissimo orto!
      Gianfranco e Alice

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  45. Grazie a voi! Il piacere è stato anche nostro. Buona musica e buona coltivazione di passioni ^_^

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  46. Grazie, grazie dell'augurio e ... alla prossima uscita!

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  47. Speriamo di incontrarvi presto ad un nostro live!

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    1. Anche noi, perché siamo molto curiosi di sentirvi dal vivo ...

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