sabato 20 aprile 2019
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Aprile non è tutto rose e fiori.

il semenzaio e la bufera: ad aprile non è tutto rose e fiori
A inizio aprile, in una bella fresca mattina, praticamente appena alzata, sono uscita per raddrizzare lo scaffale del semenzaio, che si era inclinato verso il baule. Era il giorno dopo una delle bufere di vento che, avevo già constatato, lasciano intatta la mini serra, ma riescono a spostare uno scaffale carico di cassette piene di vasetti colmi di terra. Questa il vento me la deve spiegare, perché la mini serra è leggerissima, non è ancorata a terra, si gonfia col vento; eppure se c'è una bufera, al massimo si inclina assieme allo scaffale ma non di più. Lo scaffale l'avevo montato io, e in quei giorni di vento mi sono chiesta in che modo ho avvitato le viti per far sì che lo scaffale ondeggi a destra e a sinistra come la torre di Pisa.

A sinistra dello scaffale, cioè nella direzione della sua inclinazione preferita, c'è il nostro baule degli attrezzi; un baule di legno altrettanto sgangherato, ma lui di certo non vola via. Volevo metterci sopra la pila di sedie di plastica, per fermare lo spostamento dello scaffale, visto che il vento non si era del tutto calmato, ma ho immaginato subito la scena futura: lo scaffale si inclina, portandosi dietro la serra che si squarcia sui bordi delle sedie; e poco dopo le sedie volano via (questo è già successo). Il vento infatti era ancora così forte che ho fatto fatica a spingere verso destra lo scaffale per raddrizzarlo, e come se non bastasse venivo schiaffeggiata dalla serra che si gonfiava come una vela.

Poco più in là, il nostro muro ha una rientranza dove, proprio sotto la finestra, teniamo la legna per il fuoco. La legna ormai è quasi finita, e anche se in mezzo a tutto quel vento non avevo intenzione di ammucchiarla da una parte per fare spazio al semenzaio, ho pensato di mettere lì la mini serra e lo scaffale, dove sicuramente sarebbero rimasti protetti dalla furia del vento, con ben due pareti a disposizione per proteggersi. Ho chiuso le imposte della finestra, perché non avevo intenzione nemmeno di rifare tutto il lavoro di sera, prima di chiudere per la notte; ho spostato qualche tronco che stava sparpagliato a mo' di seconda fila, e ho lasciato solo una fila di legna a ridosso della parete e dietro la mini serra.

Ho tolto tutte le cassettine dallo scaffale, ho tolto lo scaffale vuoto dalla serra, ho spostato la serra al riparo, ho rimesso dentro lo scaffale, ho rimesso sullo scaffale le cassettine nello stesso ordine, perché così riconosco le semine: metti che il vento riesce a far volare via le mollette colorate da dentro la serra chiusa. Le mollette colorate sono i miei cartellini delle semine, dato che la carta col vento è in pericolo, e i pennarelli indelebili si cancellano con la pioggia. Le mollette colorate sono la mia salvezza se voglio riconoscere le piantine da trapiantare nel nostro amato orticello.

Tornata in casa respiravo con affanno. Che fatica lavorare contrastata dal vento! E poi pioveva (va bene, pochissimo, stava iniziando) e c'era freddo (ed era fredda la pioggia, e io ero uscita così com'ero in casa, avevo aggiunto solo la sciarpa). Avrei potuto fare il fuoco, invece scampato il pericolo per le nostre semine e le nostre piantine neonate, piena di entusiasmo mi sono messa a scrivere questo diario dell'orto. E proprio mentre scrivevo scampato il pericolo per le nostre semine ho sentito un rumore del tipo sbadabàm, che non avevo mai sentito, ma il mio sesto senso mi ha suggerito subito l'origine: lo scaffale del semenzaio era caduto!? Non sono andata alla finestra per controllare, sono andata direttamente fuori, ma giuro che fino all'ultimo secondo prima che i miei occhi uscissero di casa, ho pensato che non era possibile che quello scaffale fosse caduto. Forse un tronco era rotolato? Ahahaha che sciocchezza.

Bufera nell'orto registrata sul diario
Bufera nell'orto registrata sul diario.

Il dopo bufera nell'orto registrato sul diario
Il dopo bufera nell'orto registrato sul diario.

Naturalmente lo scaffale era caduto a terra. A faccia in terra, per la precisione. E io mi sono sentita stupida, perché so benissimo come si comporta il vento, so che fa il giro e ti prende da dietro, se vuole; e so anche che uno spazio fra uno scaffale e un muro, fa un effetto galleria che accelera la velocità e la forza del vento; e posso immaginare che uno scaffale che si era più volte inclinato di lato, ora non sta più proprio dritto, aderente al muro al suo fianco, ma pende; per non parlare dell'effetto vela della serra. Che cippa lippa che sono, ho solo peggiorato la situazione!

Povere amate semine, povere amate piantine! A mio favore posso dire che almeno l'idea delle mollette colorate per riconoscere i vasetti è stata geniale, perché nessuna molletta è saltata via nell'urto. Peccato che i vasetti rovesciati abbiano vomitato fuori la terra con dentro semi, germogli e piantine che si sono mescolate fra loro. Se sopravviveranno dovrò aspettare che siano grandi per sapere chi è sopravvissuto e chi no. Come se non bastasse, l'operazione di salvataggio non è stata semplice, e non lo sarebbe stata comunque, quindi non serviva proprio che iniziasse a piovere a gocce grosse (e fredde, ovviamente) sferzate dal vento direttamente sul mio viso. La sciarpa avvolta sulla mia testa si bagnava alla velocità della luce. Una prova di forza per me che vado dicendo che, da quando coltivo l'orto, ho un nuovo bellissimo rapporto con la natura, questa meraviglia!

Le sette fatiche di Elle.


Innanzitutto, quando dico che lo scaffale e la serra sono caduti a faccia in giù, intendo dire che a terra ci sono andati con la loro parte anteriore, quella dove ci sono le cerniere per aprire la serra.
(clicca sulle foto per ingrandirle)
Bufera di vento nell'orto: semenzaio a faccia in giù.
Bufera di vento nell'orto: semenzaio a faccia in giù.

L'unico lato aperto era quello inferiore, ma potevo raggiungere da lì solo il primo ripiano dello scaffale, quello che ha fatto il volo minore, infatti le cassettine erano praticamente in piedi. Ma vuote: i vasetti rotolati giù, la terra sparpagliata. Per fortuna qui le uniche piantine nate erano le zucchine, che crescono a vista d'occhio e infatti erano già abbastanza grandi e forti da non soffocare sotto la terra che, perciò, le ha solo un po' impolverate.

Bufera di vento nell'orto: semenzaio a faccia in giù.
Bufera di vento nell'orto: prime cassette salvate dalle macerie.

Una delle cassette su questo ripiano e le due cassette sul secondo ripiano, erano semine fatte nei cartoni di tetrapak riciclati, e qui, scusa se insisto a volermi difendere, spezzo un'altra lancia a favore delle mie tecniche colturali: il tetrapak tiene così umido il terreno, che non solo i pomodori erano germogliati tutti, e adesso anche i cavoli seminati pochi giorni fa, ma addirittura il volo dallo scaffale non ha fatto uscire dai vasetti nemmeno un grammo di terra: tutto salvo.

Bufera di vento nell'orto: semenzaio a faccia in giù.
Le due cassette di pomodori: molletta rossa camone, molletta gialla cuore di bue.

I danni peggiori sono toccati al terzo e al quarto ripianto dello scaffale, una cassetta ciascuno, piena di vasetti di plastica, quelli classici, da qui terra e piantine sono volate giù (terra visibilmente asciutta: eppure io innaffio tutti i vasetti allo stesso modo). Magari mi sbaglio, ma se avessi seminato tutto nel tetrapak forse avrei avuto meno danni. Contiamoli: meloni, cetrioli e luffa mescolati, e siccome sono tutte cucurbitacee, hanno foglie uguali, quindi dovrò davvero aspettare che siano grandi per distinguere l'una dall'altra le piantine; come le zucchine, però, sono foglioline abbastanza robuste, non si sono fatte male, a parte una piegolina ad uno dei gambi più alti. Melanzane, peperoni e peperoncini che avevano, finalmente, con calma, iniziato a germogliare, non solo si sono mescolati fra loro, ma sono rimasti sepolti dalla soffice terra, perciò per me è stato più difficile salvarli senza romperli (e spintonata dal vento com'ero).

Bufera di vento nell'orto: semenzaio a faccia in giù.
Terra sparsa ovunque, vasetti vuoti, mollette orfane di vaso.

Che tutto fosse dentro la serra, al riparo dalla pioggia, comunque è stato un bene, perché fino all'ultimo le piantine sono rimaste all'asciutto. Nude, ma all'asciutto. Ho proceduto per gradi, prima mi sono infilata per togliere le cassette vuote, rimettendoci dentro anche i vasetti vuoti, benché corredati di molletta colorata. Dopo ho aperto un po' le cerniere della serra (che risultavano sotto lo scaffale), e non ti so dire se il vento la faceva svolazzare di più o di meno rispetto a quando era chiusa e si gonfiava sollevando anche lo scaffale con sé (esagero, ma di poco). Con le cerniere aperte a metà ho sollevato leggermente lo scaffale metallico, per toglierlo dalla serra sfilandolo dall'apertura inferiore; fra l'uno e l'altro ripiano c'erano a terra alcuni vasetti mezzo pieni, molta terra e le piantine, tutto sparso sulla plastica della serra, e non volevo trascinarmeli fuori con lo scaffale. Sollevare lo scaffale e contemporaneamente sfilarlo dalla serra e allo stesso tempo restare in piedi nonostante il vento è stato come fare dieci giri di campo inseguita da un cane arrabbiato. Quando zappo l'orto mi stanco meno, davvero.

Bufera di vento nell'orto: semenzaio a faccia in giù.
Bufera di vento nell'orto: il termometro segnava dieci gradi.

A quel punto ho iniziato col lavoro di fino, ed ero così concentrata che non ho sognato tè caldo, cioccolata calda, coperta morbidosa, torte golose o altre cose sciocche: mi sentivo semmai un marinaio nella tempesta, e avevo in mano non la vita della ciurma, ma quella delle mie minuscole piantine neonate. Non potevo sbagliare, né farmi spaventare dal freddo (ah, dopo quei bellissimi giorni di caldo, quando avevamo addirittura pranzato in giardino!), o distrarre dal naso che colava, le maniche lunghe servono anche in questi momenti. Ho frugato delicatamente nella terra, centimetro quadro dopo centimetro quadro, alla ricerca dei germogli e delle piantine; ho iniziato da quelle più grandicelle, che ho rimesso nei vasetti con la terra (eh, già, non indossavo neppure i guanti); poi da quelle più piccoline, appena dei germogli, che ho messo nei vasetti praticamente sopra la terra, perché erano così piccole che a malapena capivo qual era il sotto e quale il sopra; si sistemeranno da sole quando e se cresceranno ancora, pensavo triste triste e sconsolata. Temeraria ho cercato ancora sotto le macerie ogni singolo germoglio che potevo salvare, e ho trovato anche qualche semino, li ho messi tutti nei vasetti senza poter capire se erano semi della stessa pianta, o della stessa famiglia ma di piante diverse. Se nello stesso vasetto, fra qualche mese, avremo una melanzana assieme a un peperone, sapremo perché.

Bufera di vento nell'orto: vasetti rovesciati
Bufera di vento nell'orto: vasetti rovesciati, piantine da salvare.

Bufera di vento nell'orto: vasetti rovesciati
Bufera di vento nell'orto: vasetti riempiti, piantine recuperate.

Quando ho finito con le piantine, ho messo tutte le cassette in fila sotto la finestra della cucina, quella dove, quando c'è, il sole batte più a lungo. E prima che la serra volasse via, l'ho svuotata della terra che era rimasta dentro, che ho rovesciato sotto la palma, un punto abbastanza riparato dove, nonostante la pioggia, non si sarebbe sparsa per tutto il giardino (e visto che forse conteneva ancora semi, in questi giorni sto tenendo d'occhio il cumulo). Poi ho separato la plastica della serra dalla struttura di finto metallo, l'ho appallottolata senza curarmi che fosse bagnata e sporca di terra, perché ormai vedevo la fine delle mie fatiche, e l'ho infilata dentro il baule degli attrezzi. Ho disteso la struttura della serra e lo scaffale sotto l'ulivo, e sono corsa in casa ad accendere il fuoco, a mettere su un tè caldo bollente (che io avrei bevuto tiepido, come al solito) e a togliermi di dosso la sciarpa bagnata e il maglione zuppo.

Bufera di vento nell'orto: ad aprile non è tutto rose e fiori
La pioggia riprende, le cassette sono salve, manca solo il telo a coprirle.

Sono cose che succedono.


Sono passate due settimane e le piantine stanno tutte bene: melanzane o peperoni o peperoncini, non lo sappiamo, sono germogliati a frotte. Sono tutti solanacee quindi per ora hanno tutti foglioline allungate come chicchi di grano e lisce. Crescendo la melanzana avrà foglie più larghe, di colore più spento e quasi pelosette, le riconosceremo senz'altro, e siccome sono le mie preferite, io tifo per loro.

I cavoli verza e cappuccio seminati appena una settimana prima della bufera sono germogliati tutti: erano nel tetrapak, quindi hanno subito solo un minimo allagamento nei primi momenti fuori dalla serra, mentre pioveva e io salvavo i loro fratellini dalla valanga; ma stanno bene e io e Alli siamo molto fiduciosi che cresceranno sani e forti.

I pomodori sono tutti salvi ma, in alcuni vasetti, la troppa acqua ha dato vita a un po' di muffa; è una cosa che può succedere con l'acqua, io di solito pizzico via la muffa che è solo superficiale, e non noto altri danni oltre a questo, le piantine non vengono colpite.

Ad aprile non è tutto rose e fiori
Cavoli in primo piano a destra, pomodori in fondo (10 aprile).

Delle cucurbitacee: le zucchine sono riconoscibili, perché oltre alla molletta di un certo colore, avevano anche un vasetto di diametro più grande, quindi so che se ne è salvato solo uno, con dentro due piantine; meloni, luffa e cetrioli rimangono mescolati, si sono salvate diverse piantine, ma non sappiamo di cosa: alcune piantine adesso hanno già la terza fogliolina, non più tondeggiante, ma zigrinata e striata, ma anche le terze foglie sono abbastanza simili tra cetriolo e melone, mentre la luffa la coltiviamo quest'anno per la prima volta, quindi non sappiamo ancora come sarà.

Ad aprile non è tutto rose e fiori: cucurbitacee
Cucurbitacee salvate in ordine sparso.

Visto che il maltempo continuava, dopo alcuni giorni di cassette a terra coperte da un telo di plastica, ho deciso di rimontare la serra e di metterci dentro lo scaffale ma, ispirata dalla brutta esperienza, ho messo tutto in orizzontale, con le cassette chi sopra i ripianti, chi a terra fra i ripiani. Quanto reggerà? Ha retto bene: con la pioggia il telo si incurvava un po', sotto il peso dell'acqua, che però sgocciolava via attraverso le cerniere, l'unica parte non impermeabile di una serra; poco male: goccia a goccia ha innaffiato le nostre piantine che ora sono tutte più grandi!

Ad aprile non è tutto rose e fiori: "nuovo" semenzaio
Tutto è bene quel che cresce bene (foto del 15 aprile).

Ad aprile non è tutto rose e fiori: solanacee
Presunte melanzane (o peperoni o peperoncini).

Ad aprile non è tutto rose e fiori: cucurbitacee
Mix di cucurbitacee (indovina chi).

Ad aprile non è tutto rose e fiori: solanacee
Molletta gialla: pomodori cuore di bue.

Ad aprile non è tutto rose e fiori: solanacee
Pomodori camone (mi hanno prestato la molletta rossa per fissare il telo).

Ad aprile non è tutto rose e fiori: zucchine giganti
Zucchine giganti: non per altro abbiamo usato gli stessi semi dell'anno scorso.

Ad aprile non è tutto rose e fiori: cavoli
Verza (molletta blu) e cappuccio (molletta rossa), germogliati dopo la bufera.

In ogni caso, come ho ormai imparato: ad aprile inizia la stagione delle piogge, e io mi sono già scordata il bell'inverno in cui il sole splendeva, scaldando la serra ancora vuota, mentre io canticchiavo stendendo il mio bucato al sole.

2 commenti:

  1. Conosco bene questo vento dispettoso! Anche qui ogni tanto ne combina. La serra però si è sempre salvata, forse perchè è al coperto sotto il portico, o forse solo per caso. Se invece metto qualcosa nel portico a nord non si salva nulla, ormai lo so e non ci mett più nulla anche se lo spazio a disposizione è maggiore. Dai vedrai che si riprenderanno e che anche questa disavverntura sarà un ricordo!

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    1. Ecco, ci servirebbe un portico. Ieri la serra si è presa anche la pioggia a secchiate, quindi stando così coricata si è riempita d'acqua (fino a rompersi in un punto, scena già vista anche questa), mentre le piantine si guardavano attorno smarrite. Sembrano sopravvissute anche all'acqua, ma dobbiamo pensare a un'altra soluzione. Un portico forse ;)

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