giovedì 7 marzo 2019
ultimo aggiornamento:

Nell'orto con Nevica.

Tengo di Nevica (Gianluca Lo Presti), 2019

Niente neve nell’orto quest’anno, dicevamo, ma non avevamo previsto arrivasse sotto forma di musica. È infatti uscito da qualche giorno Tengo, nuovo album di Nevica, il nome con il quale si presenta Gianluca Lo Presti, unendo i suoi precedenti alias, Nevica su Quattropuntozero e Nevica Noise. Gianluca lo conosco e apprezzo da anni, sia come produttore sia come musicante. Elettronica con un’anima, la sua, oggi ancora di più. Sì, perché sento davvero buone vibrazioni nel nuovo Tengo. Uscito con Area 51 Records lo scorso 22 febbraio, Tengo rappresenta il secondo capitolo della Trilogia dell’Anima, iniziata nel 2016 con Sputnik. Come in quello, anche qui c’è di mezzo un romanzo del giapponese Haruki Murakami, che l’ha ispirato plasmandolo poi con sue ossessioni.


«[...] In questo caso si tratta del famoso 1Q84. Tengo è il nome del protagonista maschile del romanzo, un giovane intellettuale sulla trentina ancora in cerca della sua realizzazione personale attraverso l’amore sia per la scrittura che per una giovane donna misteriosa che non vede più dall’età delle elementari, Aomame. Prendendo spunto dalla sua figura, l’album è il resoconto di un tortuoso e difficile viaggio dentro sé stessi condotto attraverso la musica che ne scaturisce mentre lo si racconta.»

Questo dice la cartella stampa, ma nel disco c’è molto altro ancora. C’è l’emozione matura e umanista di Gianluca, c’è l’incontro con il pensiero dello psicologo e musicoterapeuta Mauro Scardovelli, sentito vicino particolarmente in questi ultimi tre anni da Gianluca. Non lo conoscevo, Mauro Scardovelli, ma le sue teorie sul dualismo Anima/Ego, che influenzano negativamente tutto l’Occidente mi sembrano interessanti, e scommetto troveranno orecchie attente qui nell’Orto. Come il disco di Nevica, che sta partendo. Ascoltiamolo.


Come funziona l’intervista in diretta?


Tutte le domande e tutte le risposte di questa intervista sono nei commenti. Durante l’intervista puoi aggiornare la pagina per veder comparire i nuovi commenti. Se arrivi qui a intervista finita… la trovi comunque nei commenti, scendendo verso il fondo della pagina.

ps. segui Nevica su facebook o ascolta Tengo su spotify.

97 commenti:

  1. Benvenuti a una nuova intevista nell'Orto!

    RispondiElimina
  2. eccomi!
    però prima di rispondere finisco di leggere con attenzione la tua bellissima presentazione!

    RispondiElimina
  3. Eccoci! Ma, allora, nevica??

    RispondiElimina
  4. Benvenuto, Nevica, fai pure con calma, è un orto zen il nostro ;)

    RispondiElimina
  5. Ciao Nevica, benvenuto ... leggi, leggi e poi commenta.

    RispondiElimina
  6. Noi intanto ascoltiamo la tua musica.

    RispondiElimina
  7. ecco ragazzi letto tutto molto bella come introduzione...una sola cosa...per aggionrare la pagina cè un tasto al volo?

    RispondiElimina
  8. Ho provato, e funziona ... da pc, ovviamente :)

    RispondiElimina
  9. non va ma la rilancio nessun problema!

    RispondiElimina
  10. Risposte
    1. Il web dice: "Devi premere il tasto CMD oppure quello con la mela + R" (io personalmente non ne ho idea).

      Elimina
  11. Allora andiamo con l'intervista ...

    RispondiElimina
  12. Dunque per correttezza volevo avvisare chi ci segue che ho un pò preparato le domande prima visto che le tematiche di questo disco sono molte e le risposte non sempre brevi e semplici...ma ciò non toglie che improvviseremo anche!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusto, avevamo deciso insieme questo ... corretto dirlo.

      Elimina
    2. si si ma come vedi sto aggiungendo un asacco di altre cose ah ah

      Elimina
  13. Dunque Tengo.....è un disco scritto di getto in pochi mesi ma
    covato a lungo dentro.
    Credo sia nato da una voglia di riscatto verso se stessi per alcune avversità che la vita comporta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nato in pochi mesi, ma covato a lungo ... che tenevi dentro dunque.

      Elimina
    2. assoutamente si ma quando covi una cosa più o meno sai quando è il momento di partorirla...se lasci passare del tempo è perchè devi ancora metterti a fuoco delle cose poi quando ti senti pronto inizi a scrivere ma anche questo non è un processo lineare...anzi...ma è il suo bello l'arte non può essere prevedibile...abbiamo già la nostra quotidianità per questo...

      Elimina
  14. vorrei citare a questo proposito una frase di van gogh che diceva che cè tanta disperazione e fallimento in un'opera ben riuscita che nessuno può immaginare....ecco forse questo disco è nato anche per trasformare questo senso di disperazione e fallimento in canzoni,riflessioni utili a me e spero di incoraggiamento agli altri per loro stessi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Direi ottima citazione ... e ottimo proponimento.

      Elimina
  15. Il letame è fertilizzante. Citazione orticola. Insomma tutto si trasforma in cose buone, basta saper aspettare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. purtroppo la pazienza non è una virtù molto apprezzata nella nostra cultura a dispetti degli orientali ogni cosa anche i le nostre evoluzioni psicologiche e interiori hanno dei tempi da rispettare.....se una cosa la vuoi fare troppo presto magari non ha l'esito che desideravi

      Elimina
  16. Perché questo titolo? Cosa sta a significare …

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un titolo che ha vari piani di lettura:
      Tengo è il nome del protagonista maschile di
      1Q84 un romanzo di Murakami che mi ha aperto la strada a tante cose...sopratutto mi ha dato risposte che cercavo per cui mi sono identificato subito in questo personaggio.
      Ma Tengo significa anche tenere,sostenere,afferrare con forza,avere cura di...tenere unito qualcosa affinchè non vada in mille pezzi.
      Questo secondo significato per dire che è un disco che parla di abbandoni e di mancanze e di come
      si possa trasformare questo dolore per diventare persone migliori e più forti.
      Tengo rappresenta un pò in senso allargato la continuazione del percorso di Geremia il protagonista
      del mio precedente album di canzoni.

      Elimina
    2. Certo, ricordo bene, essendo stato ospite (non in diretta, forse per l'unica volta con te), nella palude dell'Alligatore.

      Elimina
  17. Non ho mai letto nulla di Murakami. Tu Alli?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente manco io ... ma Nevica ci potrà consigliare :)

      Elimina
    2. Credo lo conosca molto ... molto oltre 1Q84.

      Elimina
  18. io sono partito da 1Q84 ma mi è piaciuto molto anche "a sud del confine ad ovest del sole" e kafka sulla spiaggia....insomma è un o scrittore che sa descrivere perfettamente con estrema lucidità i drammi di tutti noi,ma lo fa con una leggerezza e semplicità incredibile

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sopratutto è molto interessante l'analisi che fa dei rapporti umani,dei desideri bisogni e mancanze delle persone e la cosa incredibile è che gli stessi che vivi in giappone li vivi tu qui....solitudine,malinconia,bisogno di qualcuno accanto,vuoti interiori ecc.

      Elimina
  19. Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per la 1ma volta nella mia vita artistica ho scritto un album di getto senza meditarlo troppo,di pancia diciamo.
      Solitamente impiego molto più tempo
      ma in questo caso come dicevo prima il titolo mi covava dentro da almeno 3 anni.
      E l'idea di scrivere un disco di getto mi attraeva...pensavo venisse più omogeneo perchè
      in poco tempo a volte si rischia di ripetere gli stessi schemi compositivi ,invece è molto diverso da come era la sua idea iniziale.Ma questo per me è un aspetto positivo,ne è venuto fuori un lavoro molto eterogeneo pur essendoci una linea stilistica precisa che fa da filo conduttore in tutte le canzoni.
      Alla fine il processo creativo non va guidato
      va lasciato andare.
      Una volta scritti tutti i pezzi nell'arco di circa 4 mesi,ho registrato tutto subito dopo in poco tempo per cui in estate cioè in circa 9 mesi l'album era già finito!

      Elimina
  20. Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Tengo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Due cose la prima che inizialmente avevo paura di avere un blocco creativo.Era 5 anni che non
      scrivevo canzoni.Poi dopo poco per fortuna è
      uscito fuori tutto...stava dentro da tempo per cui
      la pressione era alta.
      La 2nda più importante è che essendo credo un disco molto intenso a volte non riuscivo a cantare un pezzo fino in fondo perchè mi si bloccavano le parole in gola per l'emozione.Alcune le ho dovute fare più volte.Chissà sarà la vecchiaia ah ah ah
      Quando mi capita penso sempre che ho centrato l'obiettivo di quello che volevo espriemere con
      quella canzone.

      Elimina
  21. Penso anche io che sia così ... si sente una certa emozione nel tuo cantato, anche se, ovvimamente, per esigenze discografiche è ripulito (ma sarebbe interessante sentire anche quelle registrazioni quando ti bloccavi, tipo le scene di film rifatte, che a volte mettono in coda film).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti mi piacerebbe un giorno pubblicare certe cose registrate cosi come vengono dai primi abbozzi.Esiste una magia in esse che spesso è irriproducibile

      Elimina
  22. A volte non pensarci troppo fa uscire le vere emozioni. Penso che provare una volta l'ebrezza del non pensare sia quasi un lusso (almeno per me), hai fatto bene a seguire questa tua curiosità!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quando sogniamo di notte credo che la nostra fantasia segua più il flusso del cuore che del cervello.Si dice infatti che nei sogni ci sono molte verità

      Elimina
  23. Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe (è) un cammino dentro se stessi per cercare un pò di pace e sconfiggere tutte le paure tipiche degli uomini sopratutto quella di rimanere soli attraverso 2 guide spirituali straordinarie una Murakami già citato prima,l'altra Mauro Scardovelli filosofo e psicoterapeuta Genovese al cui pensiero è dedicato il brano TINA E SWARAJ

      Elimina
    2. più semplicemente potrei dire che sarebbe un concept che invita ognuno di noi ad amarsi e considerarsi di più.Spesso ci perdiamo perchè diamo troppa importanza a ciò che gli altri pensano di noi

      Elimina
  24. C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero dell’intero album? … che ti piace di più fare live?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Live penso verrà molto bella la canzone di Aomame perchè ha 3 momenti molto diversi al suo interno si passa in 5 min dalla quiete assoluta
      al noise-rock estremo.
      A prescindere che credo ad ogni brano che decido di mettere in un album forse tra tutte direi Outing.

      Elimina
  25. Ne dico io una intanto: TINA E SWARAJ, elettronica intimista, forse la più intimista di tutte ...è la voce di Scardovelli quella campionata?.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si è tratta da una delle sue tante conferenze che ci sono in rete.
      Avevo bisogno di un suo input per l'incipit e la chiusura del pezzo

      Elimina
  26. A me piacciono Due lucertole, Aomame nascosta nell'appartamento e Tina e Swaraj. Però penso che una dopo l'altra tutte le canzoni, per la loro musicalità, seguano un percorso, e alla fine dell'ascolto sembra di aver fatto un viaggio inconscio. Parlo della musica, non delle parole, perché io ascolto prima la musica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, vero ... sono quelle che mi hanno colpito di più anche me (aggiungo anche TENGO), ma è disco tutto da ascoltare.

      Elimina
    2. Infatti siamo al secondo, attento, ascolto della serata.

      Elimina
    3. se intendi che potrebbe essere un unico pezzo di 40 minuti collegando tutte le canzoni assieme ti confermo che ci hai preso.
      Perchè anche nei testi ci sono dei rimandi tra un pezzo e l'altro...se ci si fa caso la parola TENGO appare come nome come verbo e indica sempre qualcosa di unito al tutto

      Elimina
    4. ... è così, e a ogni ascolto ci troviamo cose nuove.

      Elimina
    5. Aggiungo che si perde anche il numero di ascolti, non so se sono solo due, Alli, forse è da più tempo che ascoltiamo questa storia.

      Elimina
    6. ... già, ci si perde in questo disco ;)

      Elimina
  27. Scritto, prodotto, registrato, mixato e masterizzato da te stesso all’ormai mitico LotoStudio 2.0: … chi altri citare accanto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dunque hanno partecipato: Alessandro Antolini alla batteria Giuseppe Lo Bue alle chitarre Francesco Cellini al violoncello Manuela Trombini alla viola e violino Ginevra Lo Presti alla voce recitante Marco Posocco ad alcuni mix

      Elimina
    2. Poi ci sono Massimo Madesi,Simone Brunello e Nicola Amici della mia label Area51 records e Sferacubica che seguono e promuovono con efficacia e attenzione questo album.Posso dirvi che è la 1ma volta che ho l'occasione di lavorare con un vero e proprio team a differenza del passato in cui ero costretto a fare tutto da solo

      Elimina
    3. Un bel gruppo ... anzi, una grande, grande famiglia.

      Elimina
    4. esatto ed è molto important eil lavoro di squadra detto da un misantropo come puoi crederci!

      Elimina
  28. Copertina molto particolare, in linea con i tuoi precedenti lavori. Come è nata e chi l’ha realizzata?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È opera di Mario Danelli che oltre all'artwork ha curato anche la regia del videoclip de Il Nostro Suono. Io non ho dato contributi alla parte grafica perchè ritenevo di avere già fatto abbastanza per la
      parte musicale.
      Si cercava qualcosa di impatto che fosse astratto
      e alla fine questa immagine elaborata sembra che rappresenti l'interno del corpo umano quindi la metafora del viaggio dentro se stessi...quando l'ho vista ho detto..perfetta cosi!

      Elimina
    2. Sì, è veramente perfetta ... per questo disco, ma non solo.

      Elimina
  29. Come presenti dal vivo questo album?

    RispondiElimina
  30. Cercheremo di essere sempre un trio formato
    da me,Alessandro Antolini alla batteria e Giuseppe
    Lo Bue alle chitarre.
    Il live sarà molto energico sopratutto per la presenza della batteria vera in tutti i pezzi rispetto ad altri
    miei precedenti lavori.
    E cmq sarà molto fedele all'album.
    A questo giro mi concentro più sulle canzoni lasciando al momento da parte derive strumentali e sperimentali anche perchè di cose particolari che ci girano dentro a ogni pezzo ce ne sono già

    RispondiElimina
  31. Altro da dichiarare? Sul disco, sull’orto … il vostro rapporto con l’orto? Il rapporto dell’orto con questo disco? Con la natura in generale?

    RispondiElimina
  32. Ringrazio l'orto che sotto altro nome di Alligatore mi ha gentilmente ospitato altre volte.
    Quando scrivi un disco è sempre bello vedere che ci sono persone attente e desiderose di approfondirlo. Anche perchè i miei dischi sono sempre un
    pò complicati ma sono io ad essere tale per cui va bene cosi!

    RispondiElimina
  33. guarda io vivo in campagna da 20 anni e il ritmo delle stagioni lo percepisci molto più direttamente che in città.Intorno al mio studio ci sono solo campi e orti appunto e questa cosa mi genera sempre buone energie.
    Tengo è nato qui in mezzo.

    RispondiElimina
  34. Questa sera ti sei spiegato bene ... e spiegare tutto, nell'arte, non va bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mistero della musica, il mistero della natura, il mistero dell'Orto ;)

      Elimina
    2. tranquillo non ho spiegato tutto! ah ah

      Elimina
  35. Che bello sapere che, oltretutto, Tengo è nato in campagna!

    RispondiElimina
  36. Per questo è arrivato qui ... c'era un filo rosso. Anzi c'è!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. già chissà...grazie a tutti voi per la bellissima chiaccherata

      Elimina
  37. Risposte
    1. certo con il 3zo capitolo della trilogia...con calma eh!

      Elimina
    2. L'orto ci aiuta a allenare la pazienza.

      Elimina
  38. Ci diciamo buonanotte? Di già?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io devo ancora cenare! quanto sacrifici per l'arte...e per l'orto!

      Elimina
    2. Allora buon appetito! E grazie di esser stato con noi nell'orto per... l'aperitivo :)

      Elimina
  39. Risposte
    1. Buonanotte a te, buona musica e buona coltivazione di passioni!

      Elimina
  40. Buonanotte, buon appetito e buona fortuna 😎

    RispondiElimina
  41. "Covare" e "tenere", due consigli preziosi! Se poi si ha covato bene si sa cosa, alla fine, è bene tenere...
    Mi pare che (a parte per questioni di uova) il verbo "covare" venga usato più negativamente (covare rancore) che positivamente (covare idee) ma ora che lo noto è un vocabolo che voglio positivamente tenermi stretto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben detto, anche secondo me covare può essere positivo ... anzi, di sicuro lo è!

      Elimina

Se vuoi commentare, prima leggi la nostra informativa sulla privacy, per sapere come usiamo i tuoi dati (nome e indirizzo email che dovrai inserire per commentare). Letta? Ecco, adesso puoi commentare.

Aspetta!

Lo sai che ogni mese mandiamo le nostre Lettere dall'orto e, se vuoi, anche tutti i post del blog direttamente nella tua casella di posta? Per riceverle basta che ci dici il tuo nome e il tuo indirizzo email, scrivili qui >Lettere dall'orto di Elle e Alli.