lunedì 24 dicembre 2018
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Due autori da leggere: Ruju e Ervas.

Ancora a proposito di letture a tema vita naturale, arte, ambiente, ecologia per il corpo e la mente ti segnalo due ottimi scrittori di casa nostra e le due mie interviste uscite di recente online.


Una è all'autore sardo Pasquale Ruju, riguardo il suo romanzo Stagione di cenere (Edizioni e/o) vero e proprio noir mediterraneo ambientato in Sardegna. Una storia ricca di personaggi, in particolare femminili, con al centro Franco Zanna, divenuto suo malgrado paparazzo nella Costa Smeralda dei VIP, che dovrà indagare sull'industria degli incendi per conto di una ragazza rimasta orfana proprio a causa di uno di questi. Ovviamente è sulla speculazione edilizia delle nostre belle coste l'indagine vera, e a questo proposito Ruju mi ha detto nell'intervista.

Dietro Stagione di cenere c’è una profonda indagine sull’industria degli incendi, tra speculazione edilizia e criminalità. È così?


È un problema che ho vissuto sulla mia pelle fin da ragazzo, soprattutto al mare, ogni estate, negli stessi luoghi in cui è ambientato il romanzo. Capitava di tornare da un locale, a mezzanotte, infilare gli scarponi e partire per aiutare a spegnere un incendio, o anche solo di pregare perché il vento cambiasse e il fronte del fuoco risparmiasse le nostre case. Anche allora mi chiedevo se quel disastro, quella piaga, fosse solo opera di pochi, isolati piromani.
Stagione di cenere, come anche Nero di mare, è inserito nella collana Sabot/Age, curata e diretta per le Edizioni E/O dallo scrittore Massimo Carlotto e da Colomba Rossi. Una collana che si prefigge di affrontare tematiche e problemi legati alla realtà nazionale attraverso una narrazione noir. Problemi come quello degli incendi.
>Il resto dell'intervista a Pasquale Ruju per Stagione di cenere è su MeLoLeggo.it


L'altro intervistato è lo scrittore veneto Fulvio Ervas, riguardo il suo romanzo C'era il mare (Marcos y Marcos), giallo appassionante ambientato tra Treviso e Porto Marghera, la parte industriale di Venezia. Ritorna l'ispettore Stucky, dopo la trasposizione cinematografica di uno dei romanzi con lui protagonista (Finché c'è prosecco c'è speranza), ritorna per indagare lo strano omicidio a Treviso di un ex giornalista in passato impegnato in indagini scottanti, tra ambiente e banche. Un omicidio legato a un altro, sembra: a Porto Marghera uccidono con una chiave inglese un ex operaio in passato impegnato in lotte sindacali, per la salute e i diritti dei lavoratori. A Venezia indaga l'ispettrice Luana Bertelli, ma quando, a metà strada, in quel di Mestre, uccidono un avvocato, anche lui anni fa impegnato nelle lotte di Porto Marghera, l'indagine si unirà. A proposito dello sviluppo narrativo, sentite cosa mi ha detto Ervas.

Come è nato e si è sviluppato questo romanzo?  


Il progetto di Porto Marghera nasce nel 1917, cento anni fa. Siamo in piena Grande Guerra, a pochi mesi dalla sconfitta di Caporetto, e a Venezia, il conte Volpi e altri immaginano di far sorgere, sulle barene della terraferma, un’area industriale. Un progetto di pace, per certi versi, mentre infuria la guerra e non si sa, ancora, come andrà a finire. Ecco, il centenario della nascita progettuale di Porto Marghera, mi è sembrata un’occasione storica per una riflessione sul rapporto tra ambiente e attività produttive. Temi sempre presenti nei polizieschi di Stucky.
>Il resto dell'intervista a Fulvio Ervas per C'era il mare è su MeLoLeggo.it


Tutto molto interessante, due letture di sicuro fascino narrativo, uscite in questo 2018 agli sgoccioli. Se volete farvi un bel regalo a natale o a capodanno (ma anche in qualsiasi altro giorno dell'anno), vi consigliamo Ruju e Ervas. Parola di Elle e Alli.
Se non li trovi nella tua libreria di fiducia, comprali su Feltrinelli:
  • Stagione di cenere di Pasquale Ruju >qui*
  • C'era il mare di Fulvio Ervas >qui*


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